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Un anno dopo la caduta di Bergamin, “nessun rimorso”

Benetti: “E’ stato un periodo surreale, non c’era soluzione”. Aretusini: “Dovevamo continuare”

Un anno dopo la caduta di Bergamin, “nessun rimorso”

20/02/2020 - 21:32

Uno ricorda il 21 febbraio del 2019, il giorno in cui cadde il sindaco Massimo Bergamin, e la sua firma per la sfiducia, come “la fine di un periodo surreale”. L’altro col senno di poi ribadisce “non era il momento per farlo cadere, bisognava portare a casa i risultati di decisioni prese dalla nostra amministrazione”.

Entrambi, Fabio Benetti, ora nel Partito dei Veneti, e Michele Aretusini, capogruppo della Lega in consiglio comunale, non si pentono affatto di quello che hanno fatto. “Nonostante sia passato un anno - ricorda ancora Benetti - ricordo benissimo che vivevamo in una situazione inverosimile. Ci trovavamo di fronte a un sindaco che non si confrontava, non dava spiegazioni, dovevamo comunicare tramite interposte persone e non riuscivamo a capire dove volesse andare a parare. L’impressione è che avesse perso la lucidità politica. Aveva azzerato la giunta senza avere dei nomi pronti per sostituirla”.

Per Fabio Benetti, Stefano Raule, Andrea Denti, Luca Gabban, Giancarlo Andriotto e Nicola Marsilio, scattò l’espulsione dalla Lega: “Si sono dimostrati ridicoli, visto che nel maggio del 2019 quando la Lega faceva proseliti ovunque, la Lega perse un comune capoluogo". 

Mette i puntini sulle “i” Aretusini: “La Lega a maggio del 2019 ha preso 1000 voti in più del 2015, ci siamo rivelati il primo partito e abbiamo trainato il centrodestra. Qualcosa non ha funzionato al ballottaggio”. E ora, come giudicano questa nuova amministrazione? “E’ presto per giudicare giudicare - è cauto Benetti - questo sindaco ha un approccio molto tecnico e molto meno politico. Dicono che decide da solo, un bel problema per la maggioranza. Ma mi fa sorridere Aretusini che all’opposizione sottolinea che questo sindaco non ascolta la sua maggioranza, quando lui è stato zitto e buono nelle stesse condizioni”.

Spiega la sua posizione il capogruppo della Lega in consiglio comunale: “Molto semplice, per me non era il momento di mandarlo a casa, è stato un errore per tutti noi. Avremmo potuto raccogliere opere e investimenti. La notizia della Baldetti risolta è opera nostra. Questa amministrazione finora è andata in continuità con la nostra. Noi abbiamo accantonato le risorse per un senso di responsabilità fin troppo alto. Se l’attuale amministrazione potrà arrogarsi il merito di aver fatto cose per la città, sarà merito di chi ha rinunciato in quei mesi, per mettere in sicurezza le casse comunali”.

Il servizio completo oggi 21 febbraio sulla Voce di Rovigo

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