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VITA DA SEGREGATI

“Ho perso il matrimonio di mio figlio, a Lione”

Mariarosa e il figlio Flavio, sono originari di Contarina di Porto Viro ma vivono da anni nel Lodigiano

“Ho perso il matrimonio di mio figlio, a Lione”

“Siamo chiusi in casa da venerdì 21 febbraio. Abitiamo qui da 40 anni e non abbiamo mai visto la città così deserta”. Mariarosa e il figlio Flavio, sono originari di Contarina di Porto Viro e vivono proprio nel Lodigiano, dove il Coronavirus ha colpito un 38enne che sta combattendo per guarire dal virus che lo ha condotto in fin di vita.

Il prossimo 26 giugno saranno per mamma e figlio 40 anni di vita nella cittadina di Codogno, in Provincia di Lodi.

Flavio, che lavora all’interno di una compagnia telefonica, venerdì era al lavoro come un qualsiasi giorno feriale. Racconta che è stato avvisato dai suoi superiori che tutti dovevano andare a casa perché l’emergenza del Coronavirus era molto seria.

Ha quindi avvertito la madre. Insieme, sono andati subito al supermercato a fare la spesa.

“Abbiamo comprato generi alimentari che durano – dice Mariarosa - stiamo rispettando le regole date dal nostro Comune e quindi non ci muoviamo di casa. Fortunatamente la nostra abitazione ha il giardino per cui se ci affacciamo alla finestra abbiamo l’impressione di stare fuori. Molta gente abita nei condomini e penso che sia impressionante per loro stare sempre dentro casa. Anche usare gli ascensori, visto il virus, deve essere pericoloso”.

Mariarosa racconta che sabato “si doveva sposare mio figlio Alessandro che vive a Lione con la compagna. E domenica la festa doveva essere in un ristorante non lontano da Codogno. La coppia non è potuta arrivare in paese per le misure di sicurezza, perché si tratta di zona rossa”.

“La città è veramente vuota - racconta Flavio - e le poche persone che sono in giro, che si contano sulle dita di una mano, indossano la mascherina. Insomma gli abitanti di Codogno è come se fossero agli arresti domiciliari, cioè chiusi in casa e non sanno quando finirà l’emergenza”.

Mariarosa e Flavio sono di Porto Viro e ogni estate tornano nella cittadina del Delta a passare le vacanze, soprattutto nel mese di agosto. Spesso vanno in spiaggia a Rosolina Mare e anche alla tombola che la sera di ferragosto viene fatta in piazza a Donada. Vivono in Lombardia ma conservano un grande attaccamento alle radici venete. Lombardia e Veneto, due terre che stanno affrontando la stessa emergenza sanitaria e che di punto in bianco si ritrovano bloccate da un virus ancora pressocchè sconosciuto.

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