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IL CASO PISCINE

Baldetti a porte chiuse. Il sindaco: “Vogliamo solo tutelare l’ente”

Edoardo Gaffeo: “Segreto sì, ma a tempo determinato. Poi i cittadini sapranno tutto. Lo dice il regolamento”

“Vogliamo solo tutelare l’ente”

05/03/2020 - 21:56

La notizia che il consiglio comunale sul caso del Polo Natatorio, meglio conosciuto come caso Baldetti (anche se in realtà il lodo Baldetti è solo una parte della vicenda), si svolgerà a porte chiuse e senza verbale ha suscitato una polemica in città. Di fatto, si tratta del tema più importante per la città di Rovigo in termini economici. Si parla, infatti di migliaia di euro, soldi pubblici, soldi dei cittadini. E risulta, quindi, molto difficile, comprendere per quale motivo la città dovrebbe essere lasciata all’oscuro delle decisioni che vengono prese su un tema così importante. Così “caro” alla città, in tutti i sensi.

Il sindaco Edoardo Gaffeo, però, tenta subito di smorzare la polemica, anzi, è proprio convinto che non possa esistere polemica in merito a questo argomento, visto che - come spiega - si tratterebbe di una scelta tecnica a tutela dell’ente.

“Esiste una norma del regolamento comunale che sottolinea come, a necessità, il consiglio comunale possa tenersi a porte chiuse - spiega il primo cittadino, Edoardo Gaffeo - Si tratta di una scelta che non va in alcun modo confusa con una presunta volontà di tenere nascosta la vicenda. Anzi, si tratta di una scelta a tutela dell’ente. Inoltre, si tratta di segretare una parte del processo ma a tempo determinato, finché la vicenda non sarà chiusa. Poi la cittadinanza potrà avere in mano tutta la documentazione. Nulla resterà segreto per sempre. E poi la democrazia viene comunque salvaguardata perché non sarò certo io o la mia giunta a prendere una decisione, questa sarà condivisa dal consiglio comunale, tutti i consiglieri sapranno tutto e potranno esprimersi. E loro sono i rappresentanti eletti dai cittadini. L’articolo del regolamento citato a grandi linee sottolinea come qualora la discussione di un argomento implica la diffusione di dati sensibili e la cui diffusione potrebbe danneggiare l’ente, proprio nell’interesse dell’ente il consiglio si può svolgere a porte chiuse”.

Il sindaco si riferisce all’articolo 52 del regolamento del consiglio comunale del Comune di Rovigo che si riferisce proprio a “pubblicità o segretezza”.

L’articolo recita: “1. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, eccettuati i casi previsti per legge nonché: a) quando il Consiglio, con decisione adeguatamente motivata, stabilisca che la seduta debba essere segreta; b) quando occorra pronunciarsi su argomenti che presuppongano apprezzamenti su comportamenti, qualità personali, meriti e demeriti di persone; c) quando dalla pubblicità possa derivarne un pregiudizio per l’Ente. 2. Durante le sedute segrete restano in aula, oltre ai componenti del Consiglio Comunale, il segretario comunale e gli assessori, purché non destinatari del pronunciamento. 3. Su quanto abbia formato oggetto di discussione in seduta segreta, i presenti sono vincolati al segreto d’ufficio. 4. Delle sedute segrete non viene effettuata la registrazione: è redatto un verbale sintetico a cura del segretario con l’annotazione degli argomenti trattati, dei nomi degli intervenuti e delle decisioni adottate”.

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