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Ciclismo

“Lasciate la bici in garage”

Gli allenamenti individuali non sono vietati, ma altamente sconsigliati. E lo stesso vale anche per i runner.

“Lasciate la bici in garage”

Anche il mondo dello sport è stato colpito dal coronavirus. Già le palestre e i luoghi di aggregazione sono stati chiusi da tempo, ma ora anche negli sport individuali e all’aria aperta si sta cercando di capire quali attività siano consentite e quali no.

Corsa e ciclismo sono le due attività che hanno diviso il mondo degli atleti non professionisti: c’è chi dice che in solitaria si può andare ovunque e c’è invece propende per uno stop totale all’attività, in base al divieto degli spostamenti se non in caso di esigenze lavorative, di necessità (come fare la spesa) o di salute.

Il decreto del presidente del consiglio dei ministri, infatti lascia aperte varie interpretazioni, in quanto prima parla di “divieto di spostamenti se non in caso di esigenze lavorative, di necessità o di salute”, ma chiude dicendo che sono consentite tutte le attività sportive all’aria aperta che consentano di mantenere le distanze di sicurezza di un metro e che siano svolte ovviamente da soli.

Quindi, che fare? Una risposta ufficiale l’ha data l’ha Federazione ciclistica italiana, non tanto in termini legali, ma in termini morali: “Consapevole della necessità di limitare, in questo momento, il più possibile i contatti delle persone, cause primaria di diffusione dell’epidemia Covid-19, in risposta a numerose richieste su come comportarsi riguardo gli allenamenti, la Federazione ciclistica italiana fa proprio l’invito rivolto dalle istituzioni di ridurre gli spostamenti a quelli strettamente necessari e pertanto invita tutti i propri tesserati a stare a casa ed evitare, in questo periodo, gli allenamenti all’aperto”.

Certo una persona che si allena da sola ed evita di fermarsi al bar per usare la toilette durante l’allenamento non crea rischio contagio, ma rischia di farsi male allenandosi e di intasare, dunque, un sistema sanitario già allo stremo.

Questo vale anche per i runner. Il decreto infatti è stato fatto per limitare gli spostamenti, non da comune a comune, ma all’interno di ogni centro, grande o piccolo, consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità. Ma le attività all’aperto e in solitaria sono consentite, anche se anche in questo caso c’è il rischio di farsi male (come del resto spostarsi in auto o anche solo camminando).

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