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L’EMERGENZA

Mascherine, prima le frazioni

Ieri è iniziata la distribuzione delle protezioni a Rottanova e Boscochiaro. Il sindaco: “Gratitudine e riconoscenza”.

Mascherine, prima le frazioni

Arrivano le mascherine gratuite monouso nelle case di Cavarzere: la distribuzione è iniziata da ieri, e il sindaco Henri Tommasi spiega i modi e i tempi di consegna a domicilio. Ma sorge già una polemica sull’utilità (e la qualità) di questi dispositivi, forniti dalla Regione. “Non siete obbligati a riceverle - dice il sindaco - pertanto chi non le volesse può rifiutarle e lasciarle a chi ne ha più bisogno”.

A Cavarzere è arrivato domenica il primo lotto di mascherine da parte della Regione. “Il nostro Comune - spiega Tommasi - ha ricevuto il primo lotto di mascherine da parte della Regione Veneto, offerte dalla ditta di Trebaseleghe Grafica Veneta. Ne arriveranno altre nei prossimi giorni, non sappiamo quante esattamente”. La consegna avverrà a domicilio - spiega ancora il sindaco - direttamente a casa vostra: verrà messa nella cassetta della posta, per evitare al massimo i contatti”.

La distribuzione delle mascherine sarà gestita dai volontari della Protezione civile, “a cui va un ringraziamento particolare - dice ancora Tommasi - per tutto il lavoro che stanno facendo, sempre in sinergia con l’amministrazione comunale”.

Poiché le mascherine sono arrivate sciolte e per questioni igieniche non potrebbero essere consegnate così liberamente senza una protezione, è in corso il confezionamento all’interno di appositi sacchettini, “grazie ad un lavoro enorme che i volontari della Protezione civile e gli amministratori stanno facendo. Le consegne inizieranno da lunedì (ieri, ndr) porta a porta. Si partirà intanto dalle frazioni di Boscochiaro e Rottanova. A ciascuna famiglia sarà consegnato un sacchetto con due mascherine all’interno, che sarà depositato nella cassetta della posta. Nei prossimi giorni la distribuzione continuerà in altre zone, vi comunicheremo giorno per giorno dove proseguirà”, dice il primo cittadino.

“Ricordiamo - avvisa però Tommasi - che non sono mascherine vere e proprie, nel senso che non sono un presidio medico ma si tratta di barriere monouso da utilizzare solo in caso di necessità, ad esempio se andate a fare la spesa. Una volta usata, va gettata. Mi raccomando, fatene un uso corretto e consapevole, perché un uso scorretto può essere dannoso per voi e per gli altri. Si ricorda che le mascherine sono gratuite: gli incaricati non chiederanno alcuna somma di denaro, quindi attenzione alle truffe”.

Tmmasi approfitta inoltre dell’occasione per fornire alcuni chiarimenti sulla polemica che ha riguardato - a livello regionale - l’effettiva utilità di queste particolare mascherine. “Partiamo dal presupposto che non è il momento per una polemica - dice il sindaco - ma dovremmo essere uniti in un unico obiettivo per uscire quanto prima da questa catastrofe. Detto ciò, avete tutto il diritto di ritenerle poco utili o di scarsa qualità, ma vi pregherei di riservare i commenti o di non farli proprio. C’è un’azienda, veneta oltretutto, che converte la propria produzione per produrre due milioni di protezioni da regalare ai cittadini del Veneto. Non sono un presidio medico, e non hanno tutte le caratteristiche per essere definite mascherine a tutti gli effetti, ma vogliono essere una piccola protezione, una barriera, da usare al bisogno - chiosa Tommasi - siccome non sono dovute e sono oltretutto regalate direi che gratitudine e riconoscenza dovrebbero essere scontate”.

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