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Addio al professore Lino Donà

Insegnante e vicepreside alle magistrali, giornalista e appassionato della cucina contadina.

Addio al profesore Lino Donà

Si è spento in silenzio Lino Donà, “come una cosa lasciata in un angolo e dimenticata” come avrebbe detto Giuseppe Ungaretti, uno dei poeti a lui cari. E’ deceduto il 9 marzo scorso, aveva 72 anni, circondato dall’affetto intimo dei suoi cari: la moglie Simonetta e il figlio Matteo, lascia anche la sorella Maria.

I familiari desiderano ringraziare la dottoressa Silvia Toso del reparto oncologia di Adria e tutto lo staff di medicina guidato dalla dottoressa Teresa Boscarato della casa di cura di Porto Viro per la competenza, professionalità e umanità dimostrate.

Negli ultimi anni aveva lottato contro il solito male incurabile, in giro si vedeva sempre più raramente, isolandosi sempre più dagli amici, lui che faceva della giovialità uno stile di vita, non avendo mai rinunciato alla tradizionale “vasca”, solo la malattia lo ha fermato. Il suo tragitto, come un calvario, era diventato quello tra casa e ospedale.

E’ stato per tanti anni insegnante di lettere, storia, latino e greco all’istituto magistrale Badini, poi divenuto nei primi anni Novanta socio-psicopedagogico. E lui stesso fu protagonista nell’accompagnare quel cambiamento previsto dalla riforma Brocca perché in quegli ricoprì l’incarico di vicepreside, che non fu una veste formale, ma gli consentì di svolgere un ruolo decisivo in un periodo in cui i presidi si alternavano quasi annualmente.

Come insegnate è stato apprezzato da intere generazioni di studenti. Aveva anche la passione per la politica, senza farsi ma coinvolgere nell’agone elettorale, la seguiva da “spettacolo impegnato” come faceva Raymond Aron. La politica, dunque, come passione civile. Una passione che ha coltivato anche nel giornalismo collaborando per il quotidiano “Il Resto del carlino”: più che un cronista, è stato un maestro di giornalismo, ancor oggi i suoi articoli sono una lezione per capacità di analisi, indipendenza di giudizio e autonomia intellettuale. Aveva anche un’altra passione, poco nota, ma non meno importante: amava cucinare.

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