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La storia

Il giornale consegnato a pedali

“In questi giorni di emergenza il mio servizio è ancora più utile, perché la gente deve rimanere in casa”

Il giornale consegnato a pedali

 Ogni giorno, che ci sia il sole o che piova, Federico Renesto inforca la sua bicicletta e consegna i giornali a domicilio. Un edicolante tuttofare, che in questi giorni di emergenza non esita a indossare la mascherina protettiva per non far mancare il quotidiano a chi deve rimanere in casa.

Lui, che gestisce l’edicola in via Silvestri, a poche decine di metri da piazza Garibaldi, si schermisce: “Non sono mica l’unico a fare questo servizio. Ci sono diversi colleghi in città che ogni mattina consegnano il quotidiano a domicilio”. Ma in pochi, pochissimi, lo fanno spingendo i pedali di una bicicletta, come ai bei tempi andati.

“Dovendo coprire zone centrali, da via Silvestri a viale Verona, ma anche la Commenda - spiega - in bicicletta gli spostamenti sono più facili”. E così ogni giorno Federico consegna un centinaio di copie a mano, caricandole sulla bici e pedalando da un’abitazione all’altra, con un suo metodo collaudato. “Certo - spiega - non faccio un giro unico, ma più cerchi concentrici per tornare ogni volta all’edicola e caricare i giornali. In caso di pioggia? Nessun problema, sono attrezzato con teli e impermeabili e non manco gli appuntamenti. In genere consegno quotidiani, ma anche qualche rivista o settimanale di enigmistica. I giornali in alcuni casi li lascio nelle cassette della posta, oppure sui terrazzini, o in giardino. Ogni cliente ha il suo posto fisso. Li conosco tutti e tutti mi conoscono”.

In questi giorni di emergenza Federico si aggira per strade deserte: “Una sensazione strana e che mette molta tristezza. Ci sono pochissime auto sulla strada, io, la mia mascherina e le pattuglie delle forze dell’ordine. In questi giorni in cui tutti devono stare chiusi in casa il mio compito è ancora più importante. Ci sono molti clienti che mi ringraziano in maniera particolare perché consegno il giornale agli anziani genitori, affezionati al loro quotidiano. Senza il mio giro in bici molti di loro sarebbero spinti ad uscire di casa. Così invece quello che faccio, e come me molti molti colleghi, diventa davvero un servizio essenziale. Anche noi edicolanti siamo in prima linea per arginare questo virus. Io e mia moglie nella nostra edicola abbiamo gel igienizzante e stiamo sempre attenti alle distanze di sicurezza”.

Sono un centinaio, racconta Renesto, le copie di giornali che ogni giorno trasporta sulla sua bici, “mi alzo ogni mattina poco dopo le sei e fino alle 9 faccio le consegne. Poi al lavoro nel chioschetto con mia moglie. Tra poco dovrei andare in pensione, ma questa è la mia vita”.

E ancora: “In questi giorni i quotidiani stanno tenendo discretamente, anche se negli ultimi anni di edicole ne sono sparite tante, soprattutto in centro Rovigo”.

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