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Violenza domestica

“Donne abusate in serio pericolo”

Parla l'avvocato Osti, dello sportello Sos donna polesano. "Azzerate le chiamate, è un campanello d'allarme"

“Donne abusate in serio pericolo”

"Fino alla fine di febbraio ricevevamo almeno una due chiamate alla settimana, adesso sono azzerate”. Per l’avvocato Anna Osti, esperta penalista, coinvolta nello sportello Sos donna di Porto Viro, che opera soprattutto nel Basso Polesine, questo è un campanello di allarme. La violenza domestica, l’abuso psicologico, in questo momento di reclusione forzata e di mancanza di lavoro può esplodere.

Secondo i dati della prefettura, infatti, nel 2016 erano stati denunciati in provincia di Rovigo 12 casi, raddoppiati nel 2017 a 25 e così anche nel 2018 (erano 26), mentre nel 2019 ne sono stati denunciati 11.

“Sportello Sos donna è nato grazie a una sponsorizzazione di Adriatic Lng e alla volontà dell’assessore portovirese Maria Laura Tessarin - spiega il legale - E’ gestito dall’associazione Altoditerra. Siamo molto preoccupati perché con la convivenza imposta le donne e i bambini sono costretti a vivere 24 ore su 24 con l’aguzzino e la persona che maltratta. Parliamo di violenze fisiche ma soprattutto psicologiche. E gli strumenti che abbiamo sono scarsi in questo caso”.

La squadra di Sos donna sta attivando tutti i canali social, da Facebook a Instagram, per ovviare al problema della telefonata. “Stiamo anche studiando un sistema informatico che ci consenta di metterci in contatto diretto con le persone che hanno bisogno di noi. Ma questo silenzio che definirei assordante, ci preoccupa in questo periodo”.

C’è un altro aspetto che penalizza la tutela di queste situazioni e le indagini stesse: “Per provare l’abitualità della condotta - spiega il legale - che è una condizione intrinseca nei maltrattamenti, altrimenti si parla di lesioni, ci vuole la denuncia della donna, l’attivazione di un’indagine, e il controllo. Mancando quella libertà di chiamare per descrivere i fatti per fare i colloqui, perché magari sono costantemente controllati, manca anche l’opportunità di formare la prova”.

Anche il famoso “codice rosso”, che consente un’immediata tutela della vittima, è penalizzato, perché in questo caso l’autorità giudiziaria ha tre giorni per sentire la vittima. “Il problema diventa far emergere dalle mura domestiche trovare le prove per corroborare la denuncia”.

Il servizio completo oggi 3 aprile sulla Voce di Rovigo

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