VOCE
Commercio
14.04.2020 - 20:44
Non è stato un assalto, ma Rovigo non è nemmeno rimasta indifferente alle riaperture previste da ieri dal decreto del presidente del consiglio, integrato da quello della Regione Veneto. Cartolerie, librerie e negozi di abbigliamento per bambini hanno lavorato a Rovigo, con diligenza e nel rispetto delle norme grazie anche, come hanno sottolineato i titolari, al comportamento responsabile dei clienti. A questo punto viene spontaneo chiedersi: “Perché per soli due giorni?”. Una domanda che si sono fatti molti dei commercianti che ieri hanno potuto (o dovuto) tirar su le serrande dopo quasi un mese di chiusura.
Tra quelli che hanno “dovuto” c’è Giancarlo Guarnieri, titolare della cartolibreria Eliocopy lungo Corso del Popolo al civico 151. “Una riapertura stupida, nel non voler dire ‘sì’ ma nemmeno ‘no’ da parte della Regione - le sue parole - non ha senso riaprire solo due giorni. Detto questo, ci siamo organizzati con la cartolibreria Cavallaro di via Bedendo per coprire quasi tutta la settimana in modo che sia garantito il servizio alla cittadinanza. Martedì e giovedì loro, mercoledì e venerdì noi. A parte oggi (ieri ndr) che siamo aperti entrambi”.
Giovanna della Cartoleria Cavallaro, conferma. “Siamo aperti dalle 9 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19 il martedì e il giovedì - le sue parole - non mi sono ancora fermata oggi, la gente l’ho vista molto contenta per avere un servizio che forse mancava. Non tanto per il materiale da regalo, ma per fotocopie, fax, scannerizzazioni e qualche risma di carta per gli uffici. E comunque rimane attivo il nostro servizio di consegna a domicilio. Devo dire che tutti si stanno comportando bene, al massimo entrano due persone e le altre stanno diligentemente fuori a distanza”.
Per quanto riguarda le librerie, la Ubik di Rovigo, che ha un negozio in Piazza Vittorio e uno in Fattoria, coprirà quattro giorni alla settimana. “Il martedì e il mercoledì sarà aperta la libreria in centro, il giovedì e venerdì in Fattoria - spiega il titolare - oggi (ieri ndr) devo dire che c’è stato molto movimento, in tanti hanno chiamato per chiedere informazioni sugli orari e sulla disponibilità dei libri”. Anche nelle librerie, massimo tre persone alla volta potranno entrare.
Francesca del Libraccio, in via Laurenti, spiega che la libreria sarà aperta il martedì e il giovedì, dalle 9.30 alle 18. “Gli orari potrebbero subire cambiamenti se interverranno nuovi decreti, e ci adegueremo - le sue parole - l’entrata, al massimo due clienti per volta, con mascherine e guanti, e comunque il gel perché chi dovesse toccare i libri deve avere le mani disinfettate. Movimento ce n’è stato, ma soprattutto un sacco di telefonate dei clienti che chiedevano prima se fosse o meno disponibile il libro che cercavano, in modo da non fare giri a vuoto. A lavoro siamo in due, una terza si occuperà, in qualche orario, del magazzino”.
Dalle librerie ai negozi di abbigliamento per bambini. “Terremo aperto oggi e giovedì - spiega Greta, del negozio di Brums in piazza Garibaldi - la partenza è stata positiva, sono già venuti due clienti stamattina. Le famiglie iniziano ad avere necessità di acquistare i capi per i loro bambini che crescono, visto anche il cambio di stagione”. Greta spiega di essere da sola nel negozio, che per la sicurezza entra una persona alla volta con mascherine e guanti. “E nel caso non li avessero, glieli forniamo noi” spiega. “Ovviamente il periodo è quello che è, ma siamo positivi rispetto alla riapertura e alla ripartenza di Rovigo” commenta.
E’ invece piuttosto perplessa Simonetta di Baratella calzature. Anche lei ha aperto ieri, solo il reparto dedicato ai bambini. “C’è un po’ di confusione - sottolinea - un decreto ci consentiva l’apertura totale, poi quello regionale due giorni alla settimana. Non è ben chiaro chi scelga quando aprire e chi controlli. Mi hanno chiamato clienti che verrebbero dai comuni della nostro provincia per sapere se potessero portare i lori bambini. E in questo caso, c’è pure il problema delle mascherine per loro, non ce ne sono in giro. Io stessa sto cercando di realizzarne alcune ma mi manca, per esempio, l’elastico”. “Se avessero riaperto un po’ tutti i negozi, obbligando tutti come adesso a utilizzare i dispositivi di protezione, mi chiedo cosa sarebbe cambiato - la riflessione di Simonetta - se la gente può uscire, che aprano tutti i negozi allora. E visto che ci sono solo io, sia nel negozio che in tutta via Angeli, la situazione è davvero strana, specie visto che coinvolge anche i bambini”.
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