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Marinese: “Riportare l’industria al centro”

Sulla Zes: “In Polesine va avanti, allargarla al Veneto? Bene, ma occorre agire in Ue”

Marinese: “Riportare l’industria al centro”

Ripresa produttiva nel segno della sicurezza, di una mobilità che eviti assembramento e di una nuova politica che metta l’industria al centro, sapendo che il picco dell’emergenza economica deve ancora arrivare. Ma anche non mollare sul percorso della Zes in Polesine e a Venezia e nuovo corso di Confindustria. Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Rovigo ha le idee chiare su come debba dispiegarsi la fase due in Veneto e nel Paese. Ma proprio sul tema Zes l’attualità ha già bussato alla porta.

Zes e Veneto Ieri infatti alcuni esponenti di rilievo della Lega hanno lanciato l’idea di una Zes estesa a tutto il territorio del Veneto, per rilanciare lo sviluppo. Un’idea che piace a Marinese, ma con dei distinguo “perché per arrivarci occorre lavorare e agire al parlamento Europeo, occorre rivedere il trattato Ue che identificare le aree che possono diventare Zes. Il Polesine e Marghera lo sono già, e il loro percorso è già avviato e procederà sul proprio binario, senza alcuna interferenza. L’interlocuzione con la Regione, che deve emanare il relativo decreto, va avanti e ringrazio l’assessore Marcato per essere sempre disponibile in questo senso. La Zes per tutto il Veneto è un percorso da costruire in sede di Unione europea, e va sulla linea che noi intendiamo per rilanciare lo sviluppo, e quindi sburocratizzazione, agevolazioni fiscali per nuovi insediamenti. Proprio quello che serve al rilancio dell’economia, soprattutto dopo questa fase di grandi difficoltà”.

Ecco allora che “potrebbe diventare realtà quella visione che io ho più volte delineato, considero infatti il Veneto una grande area metropolitana diffusa. Agire sul porto, sulle infrastrutture stradali, sulla Tav, significa agire su tuttala regione, tutto è interconnesso. Gli asset, la logistica, in Veneto i territori sono tutti collegati. Occorre però tenere presente che il riferimento deve essere il trattato Europeo che individua le zone depresse, come Polesine e Marghera, su cui poter impostare questi ragionamenti”.

La fase 2 Per Marinese la fase due in Veneto “deve essere declinata in tre step. Il primo deve essere quello di assicurare le condizioni di sicurezza a tutte le aziende, questo l’aspetto prioritario, e quindi mascherine e guanti ovunque. E se può servire perché no tamponi e test sierologici direttamente in azienda. Quindi ripresa industriale in assoluta sicurezza. Vedo bene poi un utilizzo assai ridotto del trasporto pubblico, per evitare assembramenti e rischio di contagio in chi si muove per raggiungere i posti di lavoro. Solo in un secondo momento, poi, potranno riaprire le attività del commercio e della ristorazione. Farlo troppo prematuramente rischierebbe anche di tenere lontani i possibili clienti, deprimendo così le fonti di reddito per queste imprese. Aprire senza incassi sarebbe solo un ulteriore danno. E attenzione, ricordiamoci tutti che la fase di picco dell’emergenza economica deve ancora arrivare.

Confindustria Il presidente degli imprenditori di Venezia Rovigo è stato uno dei primi sostenitori di Carlo Bonomi alla guida dell’aquilotto nazionale “Ed io - dice con un pizzico di autocompiacimento - le elezioni tendo a vincerle. A parte questo Quando Confindustria elegge il nuovo presidente scompaiono maggioranza e opposizione, c’è solo una linea che viene portata avanti”. Bonomi nella sua prima uscita post elezione ha parlato di cambiamento. “Per Confindustria - sottolinea Marinese - cambiamento significa essere più vicina ai territori, dare massima importanza alle articolazioni territoriali, si parte da queste e non da Roma. Mettere al centro della scena la politica industriale. Puntando su sostegno all’export, all’innovazione, lavorare per eliminare l’eccessiva burocrazia. Perché senza industria non c’è occupazione. Non dico che il predecessore, Boccia, non abbia fatto tutto questo, e il suo impegno per la Zes in Veneto è stato fondamentale, ma ora il piglio, l’esperienza, e le qualità di Bonomi sono una garanzia”.

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