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La pandemia fa saltare le sagre

Le Pro loco dei Comuni polesani rimandano decine di appuntamenti tradizionali

La pandemia fa saltare le sagre

03/05/2020 - 20:29

La pandemia blocca tutte le sagre. Migliaia sono gli appuntamenti organizzati dalle Alpi alla Sicilia, durante i quali le Pro loco sono impegnate nell’arco dell’anno per preservare e tramandare l’immenso patrimonio culturale materiale e immateriale presente nella nostra penisola. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Praticamente in ogni paese e in ogni frazione si svolgono, prevalentemente nel periodo estivo, manifestazioni, fiere e sagre collegate soprattutto alla tradizione contadina con eventi pensati per valorizzare e tutelare espressioni dell’identità e della cultura di un territorio, spesso legate a piatti le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Non è certo da meno il nostro Polesine che da sempre, attraverso le Pro loco, ha fatto riscoprire, ha promosso e ha valorizzato prodotti tipici del territorio ed eccellenze locali, proprio attraverso le manifestazioni organizzate nel territorio.

Chi non ha sentito parlare almeno una volta del Palio dei Ochi di Arquà Polesine, della Sagra dello Storione a Ficarolo, dei Bigul al Torch di Ceneselli e di Canaro, della festa della zucca di Melara o della festa del pesce di Frassinelle. E poi le decine di fiere e sagre del delta e del resto del Polesine.

Quest’anno, a mettere in seria difficoltà queste associazioni locali ci ha pensato il Covid-19 che, a causa delle prescrizioni dettate dalla lotta al contagio ha, di fatto, bloccato le manifestazioni previste nei prossimi mesi. Il direttivo regionale Unpli Veneto, riunitosi alcuni giorni fa, ha infatti consigliato di sospendere ogni attività fino al 31 luglio, naturalmente fatto salvo che nel frattempo non intervengano altri provvedimenti che possano portare a modificare questa scadenza.

“Naturalmente non verrà fatta la sagra di Sant’Eurosia, prevista per il 13 giugno in località Baccanazza, di Santa Maria Maddalena - spiega il presidente Pro loco Ochhiobello e Santa Maria Maddalena Paolo Urru - Si tratta della prima volta dopo centinaia di anni. La chiesetta, dove ogni anno viene celebrata la messa e la processione è storica e si parla della prima messa in onore dei contadini fatta attorno all'anno 1400. Cercheremo di sopperire alle consuete spese di gestione usufruendo del piccolo fondo cassa che è rimasto dal bilancio dell'anno precedente - conclude - Poi, vedremo ma siamo ottimisti”. Simili le considerazioni di Francesco Lazzarini, presidente della Pro loco di Castelnovo Bariano dove da oltre 150 anni si organizza la Fiera di San Rocco. “La nostra fiera si svolge l’ultima domenica di agosto. Al momento non sappiamo ancora niente – spiega - Sicuramente non sarà come gli anni scorsi. Per la mancanza di introiti, vedremo di sopravvivere”.

Preoccupata anche la presidente di Pro loco Ficarolo Silvia Pellegrini: “Fortunatamente abbiamo avuto il contributo dal Comune quando abbiamo steso il bilancio previsione, perché con il pagamento della quota di adesione all’Unpli, l’acquisto delle tessere di iscrizione per i soci, le assicurazioni e i gadget che avevamo già acquistato per carnevale che poi non è stato fatto, avremo avuto problemi visto che ad oggi le entrate sono a zero. Fino al 31 luglio sappiamo che salta tutto e comunque, considerando che l’organizzazione della nostra fiera la sosteniamo interamente con i contributi che riceviamo dagli sponsor per la realizzazione del giornalino - conclude - direi che anche in caso di ripartenza non sarebbe il momento di andare dalle aziende e dai commercianti a chiedere contributi. Per ora ci dedichiamo ad altro volontariato sul territorio”.

Non si riusciranno a gustare nemmeno i bigùl al torch di Ceneselli se le cose non cambieranno a breve. “Difficilmente saremo in grado di fare la festa - spiega il presidente Pro Loco Franco Raddi - per organizzarla dovremmo ordinare tutto il materiale tra poco e si tratta di una spesa che si aggira attorno ai 25mila euro. Un rischio troppo grande per noi. Oltre a questo, come presidente non me la sento di organizzare una manifestazione che muove all’incirca 8 mila persone tra ballo e stand gastronomico. Se poi dovessimo pensare a garantire le distanze, come per tutte le altre fiere, significherebbe dimezzare l’incasso e non ci staremmo più dentro. Se le cose sul fronte Covid-19 dovessero migliorare - conclude Raddi dimostrando una grande sensibilità - preferirei che a lavorare fossero i ristoranti che stanno soffrendo tanto in questo momento e ai quali con lo stand toglieremo ulteriori entrate. A noi se anche stiamo fermi non cambia nulla e ne riparleremo il prossimo anno”.

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