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BERGANTINO

Gli imprenditori della giostra si reinventano e creano il termoscanner

L’invenzione degli imprenditori del settore della giostra: “Noi non ci arrendiamo al virus”

Gli imprenditori della giostra si reinventano e creano il termoscanner

L’invenzione degli imprenditori del settore della giostra: “Noi non ci arrendiamo al virus”

Lo spirito imprenditoriale e la grande generosità dei Bergantinesi non si fermano davanti al Coronavirus. La ditta Lights Co di Bergantino, produttrice di luci per giostre e di giochi automatici, di fronte alla pesante crisi che sta colpendo le aziende a causa del lockdown, non si è lasciata scoraggiare e ha ideato un dispositivo che, tramite un sensore, è in grado di rilevare la temperatura al passaggio delle persone.

Due di questi innovativi rilevatori a colonna sono stati donati al Comune di Bergantino, per essere posizionati all’ingresso del municipio e del Museo storico della giostra, in vista della possibile riapertura dopo il 18 maggio.

“Noi imprenditori del distretto della giostra – si rammarica il responsabile della Lights Co, Riccardo Cuoghi, – siamo vittime di una profonda crisi causata dal Covid-19: i parchi di divertimento di tutto il mondo sono chiusi e le fiere sospese. E non si tratta di una problema che si risolverà in poco tempo: le commesse che avevamo per tutto l’anno sono state in gran parte annullate e questo freno all’economia del settore si ripercuoterà anche su tutto il 2021”.

Ma nei momenti di crisi i Bergantinesi, lo racconta la storia dei pionieri del mondo della giostra, hanno sempre saputo ingegnarsi e rimboccarsi le maniche. “Avevamo a disposizione il nostro sapere tecnologico, la manodopera e l’esperienza: abbiamo pensato a realizzare qualcosa che fosse utile in questo momento di necessità di rispetto delle norme in materia di coronavirus. Non volevamo rimanere fermi né perdere la nostra manodopera qualificata a causa del blocco economico. E visto che tutte le attività produttive e commerciali dovranno dotarsi di sistemi di rilevamento della temperatura all’ingresso dei loro locali, abbiamo ideato un rilevatore in grado di segnalare, attraverso luci colorate, nel rispetto della privacy, se la temperatura della persona rientra nei limiti o meno. Non si tratta di un dispositivo medico, ma di un sistema in grado di dare un segnale di via libera o di stop in relazione alla temperatura rilevata. Siamo in contatto con grandi distributori per proporre i nostri dispositivi alle attività industriali e commerciali e alcuni esemplari verranno donati, oltre che al comune di Bergantino, anche alla Regione Veneto”.

L’orgoglio di Cuoghi per il proprio prodotto è legato anche al fatto che esso è totalmente made in Veneto: “E’ prodotto qui a Bergantino - precisa - grazie a un sistema di sensori realizzato dalla ditta XTeam Software Solutions di Rovigo; per la taratura ci siamo rivolti al laboratorio metrologico Veneto di Padova e per il marchio Ce all’ufficio certificazioni di Vicenza”.

“Quando il 26 marzo ho scritto una lettera ai nostri imprenditori, colpiti duramente in questo periodo, ho detto che ero sicura che la loro caparbietà e la loro capacità di reagire alle difficoltà avrebbe permesso loro di superare anche questo momento, e non mi ero sbagliata sbagliata - dichiara il sindaco, Lara Chiccoli - La ditta Lights Co ha saputo reinventare la propria attività e in tempi brevissimi è riuscita a convertire la sua produzione in qualcosa di utile in questo frangente storico. Un sentito grazie va alla ditta per la sensibilità mostrata nei confronti del nostro paese, in cui ha sede l’attività, attraverso la donazione al Comune di strumenti che consentiranno di far ripartire in sicurezza i servizi e un Museo unico al mondo. Una sensibilità che i costruttori locali hanno già dimostrato in più occasioni, come a Natale, quando la ditta Rides Garage mise a disposizione del comune un’enorme attrazione a forma di albero di Natale. Nonostante la grande tenacia dei nostri imprenditori – conclude il primo cittadino – non possiamo ignorare, però, che per loro è un momento di estrema di difficoltà e lo sarà ancora di più se, finite le ultime commesse, l’emergenza proseguirà. C’è bisogno di supporto al settore dai vari livelli istituzionali”.

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