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Il lavoro non si ferma

La rivoluzione dei macellai

Consegne a domicilio, piattaforme online e “drive to go”: “E’ iniziato il futuro”.

11/05/2020 - 17:19

Non hanno mai chiuso, sono rimasti - fin dal primo giorno dell’emergenza - in prima linea. Ma la crisi coronavirus ha profondamente cambiato anche il modo di lavorare dei macellai, non soltanto in città.

A spiegare la rivoluzione portata da questa emergenza è Marco Verza, della macelleria nel centro di Borsea. “Abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare, nel senso che abbiamo iniziato a fare, soprattutto all’inizio, qualche consegna a domicilio”, spiega. Ma la vera rivoluzione è arrivata dall’utilizzo di una piattaforma online: “Sì, ho aperto un sito - spiega con orgoglio il titolare dell’attività della frazione - attraverso cui si può ordinare la spesa, e poi passare in negozio per il ritiro, saltando la fila. Chi vuole può anche pagare online, ma la maggior parte dei miei clienti usa il sito solo per prenotare e poi paga qui. Comunque, questo è il futuro, e indietro non si torna. E’ il preludio di quello che ci aspetterà d’ora in poi”. A fianco della macelleria, Verza ha anche il risorante, Le Carni, che resta chiuso: “Non facciamo asporto, perché puntiamo sulla qualità e non vogliamo deludere i clienti. Riapriremo se e quando si potrà”.

In centro a Rovigo, è la macelleria Zago di via don Minzoni ad aver puntato sul lavoro “da asporto”. Prima di tutto cambiando gli orari del negozio, come spiega Paolo, che conduce la macelleria con Lucio e Luca. “Apriamo solo al mattino, e nei pomeriggi di venerdì e sabato. Non al pomeriggio, perché il lavoro è aumentato e il pomeriggio lo usiamo per preparare la spesa a chi la prenota telefonicamente per ritirarla il giorno dopo”.

Il ritiro avviene direttamente dalla strada, secondo la formula drive to go: il cliente non scende mai dalla macchina, arriva, accosta, i macellai escono e consegnano la spesa già pronta. Pagamento e ripartenza, tutto in completa sicurezza. “Abbiamo tanto lavoro, questa emergenza ha sconvolto le abitudini di tutti. Abbiamo cercato di stare il più vicino possibile ai nostri clienti, anche sotto il profilo psicologico - spiega ancora Paolo Zago - all’inizio molti avevano paura”.

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