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REGOLE

Al ristorante a 2 metri di distanza

Prenotazione obbligatoria, niente menù cartaceo e autocertificazione per sedersi assieme.

Al ristorante a 2 metri di distanza

Due metri di distanza tra un tavolo e l’altro, mascherine addosso ogni volta che ci si alza dal proprio posto, prenotazioni obbligatorie, addio ai menù e igienizzazione continua di superficie e contenitori riutilizzabili. Sono soltanto alcune delle misure organizzative, di prevenzione e protezione, che l’Inail ha previsto per i servizi di ristorazione e inviato al governo, per predisporre (entro venerdì) le linee guida in vista della riapertura.

Ma tutto ruota, ovviamente, attorno al distanziamento sociale. Per l’Inail, “andrebbero, in primo luogo e soprattutto in una prima fase, favorite soprattutto soluzioni che privilegino l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi”. Ma, quando questo non è possibile, “il layout dei locali di ristorazione andrebbe quindi rivisto con una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento fra i tavoli, anche in considerazione dello spazio di movimento del personale, non inferiore a due metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie e posaterie, anche mediante specifiche misure di contenimento e mitigazione”.

Dunque, ogni cliente deve avere a disposizione almeno 4 metri quadrati di spazio. Questo vuol dire che deve stare ad un metro di distanza anche da un eventuale commensale seduto allo stesso tavolo (e attenzione: si potrebbe dover autocertificare, in questo caso, il rapporto di parentela o convivenza), mentre i tavoli - tra loro - devono essere collocati ad almeno due metri di distanza. Nel caso non sia possibile garantire queste distanze, rimane “la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie”.

E ancora: nei ristoranti sarà obbligatorio prenotare, anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Andranno poi eliminati i buffet, così come i menù cartacei: meglio - scrive l’Inail - prevedere “menù scritti su lavagne, consultabili via app e siti, o menù del giorno stampati su fogli monouso”. I clienti dovranno poi indossare la mascherina in attività propedeutiche o successive al pasto al tavolo, dal pagamento, agli spostamenti, all’utilizzo servizi igienici”. E a proposito di pagamenti, lo studio Inail stabilisce poi che “è opportuno privilegiare i pagamenti elettronici con contactless e possibilità di barriere separatorie nella zona cassa”.

Al termine di ogni servizio al tavolo, poi, andranno “previste tutte le consuete misure di igienizzazione, rispetto alle superfici evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere, eccetera)”. Per quanto riguarda i dipendenti delle attività ristorative, e “in particolare per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile”. Per il personale addetto al servizio ai tavoli sarà invece necessario “l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile; questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo”.

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