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LA STORIA

Federico, il polesano in Thailandia che ha sfamato la popolazione allo stremo per il virus

Un nobile gesto realizzato grazie alla generosità di molti veneti, che hanno sostenuto l’iniziativa

Federico, il polesano in Thailandia che ha sfamato la popolazione allo stremo per il virus

Il grande cuore del Polesine fa del bene anche in Thailandia. La diffusione coronavirus non ha risparmiato il Sudest asiatico. E anche Puket, l’isola più grande della Thailandia, ha attraversato periodi davvero difficili, trascinando la popolazione in una crisi senza precedenti.

Ad aiutare i residenti, distribuendo cibo ai bisognosi, ci hanno pensato Federico e Corrado, due veneti che vivono da alcuni anni a Phuket, dove gestiscono un ristorante pizzeria, il Bucintoro, e una guest house a Patong. Federico Peretto, originario di Arquà Polesine, dove per anni ha gestito un distributore di carburante sulla Statale 16, con Corrado (di Jesolo), ha infatti dato un grosso aiuto alla popolazione locale, distribuendo gratuitamente - e ogni giorno - enormi quantità di cibo, anche grazie all’aiuto di molti italiani, soprattutto veneti, che hanno sostenuto le spese del locale.

In Thailandia il Covid-19 ha letteralmente messo in ginocchio il paese costringendo la popolazione ad affrontare la più grande crisi economica e sociale di tutta la loro storia. “Tre anni fa, dopo aver gestito un distributore per 12 anni, ho deciso di cambiare completamente vita - racconta lo stesso Federico - nel febbraio del 2017 è venuta a mancare mia mamma; a settembre, dopo aver frequentato un corso per diventare pizzaiolo, son partito per la Thailandia, che conoscevo perché ci venivo in vacanza quasi ogni anno. Mi sono messo in società con Corrado che da Jesolo era venuto qui qualche anno prima, e adesso gestiamo la guest house Belvedere e il ristorante Bucintoro”.

“Qui la situazione coronavirus è partita prima che in Italia - racconta Federico - all’inizio con pochi casi, fino ad arrivare a 50 morti e più di tremila contagiati. Hanno chiuso subito bar, discoteche, centri massaggi, poi le spiagge e i ristoranti, dando poi la possibilità del take-away. Ora abbiamo potuto riaprire, ma nel locale vanno rispettate le distanze. Speriamo che riaprano presto almeno le spiagge, affinché si possa ripartire con il turismo, perché così non si riescono a pagare nemmeno le spese”.

Un mese fa, “supportati anche dalla mia ragazza e dalla moglie di Corrado, entrambe del posto - spiega ancora l’imprenditore polesano - abbiamo avuto l’idea di offrire da mangiare alla povera gente, perché in molti qui erano davvero alla fame. Pensavamo di farlo per una settimana. Abbiamo iniziato il 20 aprile, ma ben presto hanno iniziato ad arrivare un sacco di donazioni, soprattutto da veneti, anche gente che non ci conosceva. A quel punto abbiamo pensato di andare avanti, e abbiamo continuato con questo servizio fino alla settimana scorsa”.

“In molti si sono mossi per darci una mano a confezionare pacchetti di cibo, che ad una certa ora del giorno venivano distribuiti a chi ne aveva bisogno. Siamo stati molto contenti di poter aiutare la popolazione - conclude Federico - abbiamo ricevuto molti ringraziamenti, e questo ci riempie di gioia”.

Una notizia che non può non riempire di gioia ma soprattutto di orgoglio ogni polesano che da questo ha avuto la conferma, se mai ve ne fosse la necessità, del grande cuore di coloro che nascono tra le rive del Po e dell’Adige.

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