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“Rugby a porte chiuse? Magia finita”

“Battaglini senza pubblico sarebbe danno economico e di passione. Non ci possiamo fermare”

“Rugby a porte chiuse? Magia finita”

Giocare a porte chiuse, in una città come Rovigo, potrebbe essere un grosso problema dal punto di vista economico. Ma la questione non riguarda solo le finanze, riguarda anche la magia del nostro sport, noi abbiamo sempre fatto rugby per passione e mai per soldi”. Così afferma il patron della Femi-Cz Rugby Rovigo Delta, Francesco Zambelli, riguardo all’ipotesi di disputare il prossimo campionato a porte chiuse e quindi di vedere il tempio del rugby, lo stadio Mario Battaglini, senza il suo caloroso tifo di sempre sugli spalti. per non palare dell’altra, ancor più drastica ipotesi, e cioè di una partenza ritardata o addirittura inesistente, della prossima stagione della palla ovale, sport di contatto e di raggruppamenti, e quindi a forte rischio di contagi.

Il mondo del rugby al momento naviga nell’incertezza e non sa ancora se e quando potrà ricominciare a giocare e ad allenarsi come prima, visto che permane la difficoltà nell’evitare il contatto fisico ravvicinato che fa parte delle dinamiche fondamentali del gioco del rugby. Questo era anche uno dei motivi che aveva portato la federazione ad essere una delle prime nel mondo dello sport a decidere di interrompere il campionato 2019-2020.

Il presidente rossoblù esclude però il divieto assoluto di praticare il rugby, nonostante l’inevitabile contatto in campo, infatti commenta: “La salute è importante ma la vita deve continuare ed andare avanti. Credo che si troveranno le giuste misure perché si possa tornare a giocare al più presto tutelando la salute dei giocatori e dello staff. Con qualche accortezza e precauzione tutto è possibile, pensare che si fermi un intero Paese è esagerato ed impensabile. Non ho timore che gli scienziati ci dicano che non potremo più rimettere piede in campo, ma se dovesse succedere sarebbe la fine, preferisco non pensarci. Mi preoccupa di più la possibilità di disputare le partite a porte chiuse, in questo caso ci verrebbero a mancare incassi di migliaia di euro, soprattutto in una città come Rovigo dove la presenza dei tifosi è sempre alta, fino ad arrivare, nei momenti clou, a vere e proprie adunate e invasioni, sia di cittadini locali che ospiti. Questo soprattutto nelle finali, momenti che, ovviamente grazie a grande pubblico e grande incasso, danno un grosso aiuto economico alla società”.

Continua Zambelli: “Considerando il discorso economico fin qui gli sponsor hanno stretto la cinghia, nonostante la difficoltà del periodo, e fatto il possibile per la società, infatti abbiamo pagato tutti come sempre, cosa che in altre società non è scontato. Crediamo di fare lo stesso anche per il prossimo anno, noi ci teniamo alla correttezza prima di tutto. Se ci sarà bisogno, ovviamente, tutti saranno chiamati ad uno sforzo in più, la società in primis con più investimenti in sinergia con gli sponsor, ma anche i giocatori e lo staff potranno essere chiamati a fare un sacrificio al fine di poter disputare il campionato nel migliore dei modi”.

Per quanto riguarda il fronte mercato invece Zambelli assicura: “Nei contratti dei nuovi acquisti non abbiamo inserito clausole particolari, siamo sicuri che potremo al più presto tornare in campo. Abbiamo fatto allo stesso modo anche nei rinnovi. Resta comunque il fatto che la nostra è una società che punta ad un clima familiare e di correttezza reciproca fra giocatori e società, cosa che non deve mai mancare, nemmeno nelle avversità come quella che stiamo affrontando”.

Venendo all’aspetto tecnico: “In questa prima fase di mercato a Rovigo sono approdati il pilone destro sudafricano Entienne Swanepoel, l’utility back Nicolas Coronel e il numero 8 sudafricano Carel Greeff. Sul fronte dei rinnovi invece sono già stati ufficializzati quelli della bandiera Jacques Momberg, di Matteo Canali, di Nicola Pomaro e di Davide Vecchini. In partenza invece, senza l’ufficialità, ci dovrebbero essere la coppia di piloni D’Amico e Pavesi, voci di corridoi li danno prossimi al Calvisano ed al Petrarca.

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