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ROVIGO

In pausa pranzo torna il lockdown

Molti locali chiudono per mancanza di clienti, abituati a tornare a casa. La scelta del Dersut: “La gente è ancora in smart working, uffici dimezzati. Meglio aprire di sera”

 Se c’è una cosa che il coronavirus ci ha “costretti” a ritrovare è il focolare domestico: il piacere della pizza fatta in casa (la farina è andata a ruba come l’alcol e i disinfettanti) e della tavola condivisa.

Il risultato, però, ora che le maglie si sono allargate, è che la pausa pranzo si fa a casa, come una volta. Ecco che i locali di Rovigo, anche in pieno centro, spengono luci e macchinari, e vanno in pausa anche loro.
“Chiudiamo - spiega Nadia del bar El Cogheto - perché la gente ha ancora paura e torna a casa a mangiare. Rimaniamo chiusi per poi riaprire nel pomeriggio”. Stessa cosa per Lele del Caffè Garibaldi. Con i dipendenti degli uffici in parte in smart working in parte ancora in cassa integrazione, non c’è il giro di sempre. Ma molto fa la paura. “E’ stata una ripresa molto lenta - commenta Alessandra Sguotti, del Corsopolitan - Non poteva essere diversamente visto che in questi tre mesi è stato tutto chiuso. Io ho chiamato molti clienti per ricordare che c’eravamo e che li aspettavamo”. Anche il Nazionale rimane aperto, nonostante lo scarso afflusso di gente in pausa pranzo.
Sempre aperto, soprattutto in estate, ha fatto una scelta diversa il Dersut di Paolo Lorenzi, che dalle 13 fa uno stacco. “La scelta è dettata dal fatto che pochissima gente usufruisce della pausa pranzo. Tanti sono in smart working, le banche hanno ancora personale dimezzato. Faremo così fino al 31 maggio poi dal primo giugno apriremo la sera”.


Chiuso, ancora a data da destinarsi, il bar Celio, tempio della pausa pranzo con primi memorabili e a buon prezzo. Per molti clienti è un grande disagio, visto che proprio a pranzo il locale si popolava di avvocati, impiegati della provincia e anche magistrati. Il locale sta prendendo ancora tempo per adeguare gli spazi e mettere in sicurezza la struttura. E in piazza, nel lungo stuolo di tavolini all’aperto è raro vedere qualcuno consumare un pasto intero. Il risultato generale è un po’ il cane che si morde la coda, i locali chiudono perché non c’è gente in giro, ma è anche vero che la gente continua a tornare a casa a spiattellare anche suo malgrado, perché il locale di riferimento continua a rimanere chiuso. Con una fascia oraria, dalle 13 alle 16, in cui paradossalmente Rovigo torna in lockdown… o quasi.

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