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ANZIANI

Nonni isolati, tensione all’Iras

Il direttore Avanzi: “Rischio di contagio ancora alto, stiamo provvedendo a un protocollo”

Nonni isolati, tensione all’Iras

Hanno rischiato e rischiano ancora grosso, gli anziani nelle case di riposo, eroici, insieme ad Oss e personale sanitario, visto che hanno dovuto affrontare, con tutte le loro fragilità anche emotive, non solo la pandemia, ma anche l’isolamento, anche da quei contatti periodici con i familiari. Ora che la Fase2 è ampiamente cominciata, però, anche le esigenza di rivedersi si fa impellente.

E qualche disagio, sfociato in vere e proprie lamentele, si è registrato all’Iras. In tanti lamentano di aver avuto accesso alle videochiamate solo un paio di volte durante tutto questo periodo, che il colloquio con il vetro protettivo è sporadico e non è concesso nemmeno di guardare i propri cari dalla grata del cancello.

Per chi vive in prima persona l’esigenza di ricoverare i propri cari nella casa di riposo è una grande prova emotiva, e lo è ancor di più per gli anziani che sono stati catapultati da un giorno con l’altro in isolamento costante. Chiede ancora uno sforzo, il direttore dell’Iras Giovanni Luca Avanzi: “Dal 6 marzo tutte le strutture per anziani sono state chiuse – spiega – con accesso solo ai lavoratori ai dipendenti questo per evitare il rischio di contagio da Covid.19 e per una direttiva governativa e dell’Istituto superiore di sanità. Al momento questa regola è ancora vigente e l’accesso ai familiari è consentito per assolute emergenze”.

Ciò non toglie che la tensione in molti casi è alta. “Abbiamo avuto lamentele o meglio richieste di vedere i propri cari e capiamo che sia difficile – continua il direttore – ma i contatti ravvicinati non sono ancora possibili. Abbiamo avuto un incontro con la Regione e con l’assessore Manuela Lanzarin per avere nuove linee guida a riguardo, ci stiamo lavorando”.

Ma nelle pieghe dei decreti e delle direttive, si trovano degli escamotage, come la visita attraverso le grate dei giardini. 

“A San Bortolo ci stiamo pensando, è una soluzione più complicata. Intanto stiamo approntando un protocollo di comportamento per i colloqui, con prenotazione, mascherine telecamere termometro all’ingresso. Lo abbiamo detto ai familiari”.

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