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Bonus Dpi: respinto il 98% delle domande

I 50 milioni del governo bruciati in un secondo di click day: accolte solo 16 istanze su mille Confapi alza la voce: “Lotteria”.

Bonus Dpi: respinto il 98% delle domande

In un solo secondo, sono andati “bruciati” cinquanta milioni di euro. E molte, anzi moltissime, imprese sono rimaste fuori da quella che è stata definita “la lotteria del click day” legata alla risorse stanziate per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.

Per l’esattezza, i 50 milioni di euro a disposizione sono andati esauriti in 1,046749 (un secondo, quarantasei millesimi e… qualcosina). Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha analizzato i numeri del bando per sollevare un tema che riguarda il modo di gestire le risorse da parte dello Stato. Ebbene, le domande presentate attraverso il click day sono state nel complesso 194.175. Di queste, solo 3.151 (l’1,6%) sono state accolte. Le imprese avevano presentate richieste per un importo complessivo di 1,2 miliardi di euro. Per dare la misura: nella sola provincia di Padova sono state 80 le domande ammesse su 1.013 presentate (il 7,9%), per un importo complessivo di poco superiore al milione di euro.

“Il bando che deve servire a finanziare l’acquisto massivo di Dpi e mettere in sicurezza il mondo del lavoro ha dato i numeri, letteralmente, stabilendo un nuovo avvilente record. La scelta è stata fatta con la bizzarra lotteria del click day dello scorso 11 maggio: chi prima schiaccia il bottone, prima vince, ed entro l’11 giugno potrà presentare domanda effettiva di rimborso. La prossima volta, alle imprese converrà partecipare direttamente alla Lotteria di Capodanno, almeno lì gli importi sono più alti rispetto a una tombola ridicola come questa, che non fa altro che generare amarezza e disillusione in chi partecipa”, rimarca ironicamente il presidente di Confapi Padova Carlo Valerio.

“Attenzione - aggiunge il direttore di Confapi Padova, Davide D’Onofrio, analizzando i dati - noi conosciamo il meccanismo alla base dei vari click day, che premia chi ‘clicca’ per primo. Proprio perché lo conosciamo ci siamo attrezzati per agevolare le nostre aziende nel momento della partecipazione e abbiamo raccolto risultati superiori alla media nazionale. Ma non è questo il punto, perché non possiamo non evidenziare come la questione abbia assunto contorni allarmanti. Il problema, infatti, è che i 50 milioni di euro stanziati sono spariti in poco più di un secondo e per completare la domanda bisognava compilare tre campi (codice fiscale dell’impresa, codice fiscale del legale rappresentante e importo in euro), e, anche se Invitalia aveva messo a disposizione una ‘pagina di prova’, è davvero difficile giustificare come possa essere possibile riempire tutti i campi così rapidamente”.

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