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il caso

La Provincia paga 12mila euro di avvocato per non far lavorare i pescatori

Palazzo Celio entra a gamba tesa nel ricorso al Tar contro il Consorzio delle cooperative che chiede il rilascio delle licenze di pesca

La Provincia paga 12mila euro di avvocato per non far lavorare i pescatori

Una vicenda che sembra non aver mai fine. Eppure, di fatto, loro chiedono una sola cosa: poter lavorare. Nessun favoritismo, nessuna pretesa senza fondamento. Chiedono solo che venga rispettata la convenzione in essere e che vengano, dopo mesi di stop, sbloccate finalmente le licenze di pesca.

E le famiglie di pescatori che non possono, di fatto, lavorare, perché la Provincia non si decide a sbloccare la questione, sono famiglie di pescatori del Delta. Cioè, davvero, parliamo di pescatori polesani, di un territorio che vive quasi solo di pesca, che vengono ostacolati - ancora una volta - dall’ente che rappresenta più di tutti il territorio (o meglio, che dovrebbe rappresentare più di tutti il territorio), ovvero la Provincia.

Eppure Palazzo Celio pare non aver proprio alcuna intenzione di fare un passo indietro e lasciar lavorare in pace i pescatori del Delta. No. E’ addirittura disposto a pagare per non farli lavorare. Sì, è proprio così. Pagare, e non poco, per non far lavorare i suoi pescatori.

Perché al ricorso al Tar presentato dai pescatori che, ripetiamo, vogliono solo poter lavorare, la Provincia risponde con un atto, firmato dal presidente Ivan Dall’Ara, che porta l’Ente Provincia a costituirsi in giudizio contro i pescatori, pagando un avvocato ad hoc, di Mestre, una parcella presunta - come da preventivo - di ben 12mila euro.

Parliamo di un ricorso al Tar presentato dal Consorzio cooperative pescatori del Polesine dopo l’ennesimo diniego dalla Provincia all’approvazione delle graduatorie per il rilascio delle autorizzazioni di pesca ai molluschi, da parte della Provincia. La Provincia ha sempre risposto in modo negativo alla richiesta di approvazione delle graduatorie motivando la propria posizione per il fatto che non era ancora stata chiarita l’annosa questione attinente alla proroga dei diritti esclusivi di pesca in capo al Consorzio. Oggi, però, la questione è chiarita. La convenzione conclusa tra consorzio e Provincia avente ad oggetto i diritti esclusivi di pesca è stata prorogata per 15 anni in forza della delibera del consiglio provinciale del 18 ottobre 2019, un provvedimento divenuto, di fatto, esecutivo vista la mancata impugnazione di eventuali aventi diritto nei termini di legge. Ma nonostante questo la Provincia non ha cambiato idea. Anzi, si prepara alla lotta in tribunale mettendo già in conto di spendere 12mila euro di avvocato per non rilasciare quelle autorizzazioni di pesca che permetterebbero a quaranta famiglie del Delta di poter lavorare e mantenersi.

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