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PALAZZO NODARI

Paga pur di lasciare il Comune. Tesoro si dimette 12 mesi prima della pensione

Le dimissioni di Tesoro: “Ci rimetto parecchio, ma sono i soldi meglio spesi in vita mia”

Paga pur di lasciare il Comune. Tesoro si dimette 12 mesi prima della pensione

Succede, forse, solo a Rovigo che un dirigente comunale, assunto a tempo indeterminato, con concorso, firmi le dimissioni un anno prima della pensione, preferendo svariati mesi senza stipendio piuttosto che un altro anno di lavoro a certe condizioni; del resto, forse, è successo solo a Rovigo che il Comune prima assuma un comandante della polizia locale per guidare i propri uomini, riformare il corpo, rinnovare le dotazioni, riorganizzare il servizio e trasformare i vigili urbani in una vera e propria forza dell'ordine, per poi trasferirlo ai servizi Sociali e mettere il corpo in mano a un dirigente senza esperienza di polizia locale, non certo per colpa sua e fatta salva tutta la buona volontà nell’assumere il nuovo incarico.

Il dirigente e il comandante della polizia locale in questione sono la stessa persona: Giovanni Tesoro, ex comandante della polizia locale, attuale dirigente dei Servizi sociali, Politiche sociali, Istruzione, Sport e Politiche giovanili del Comune di Rovigo. Le dimissioni dovrebbero decorrere dal 1° giugno, quindi, considerando il periodo di preavviso, con ultimo giorno di servizio attivo previsto il 31 agosto.

Tesoro ha voluto comunicare la propria scelta a tutte le persone che, in questi mesi, hanno lavorato con lui. Un gesto di estremo rispetto e cortesia, come è nel carattere del personaggio. Lo ha fatto con una missiva nella quale indica il motivo che lo ha spinto a questo passo. “La situazione in cui ho trovato questo settore - scrive ai collaboratori - e le sempre nuove ‘sorprese’ pressoché quotidiane che mi vedo spuntare, ma non solo, mi hanno fatto giungere a questa decisione, che mi costerà non poco dal punto di vista economico, ma ritengo sia il denaro speso (o meglio, non riscosso) nel modo migliore della mia vita”.

Una critica, insomma, neppure troppo velata alle condizioni di lavoro che ha dovuto affrontare. Sembra quasi di leggere, tra le righe, un forte desiderio di autotutela, preferibile all'obbligo di gestire, forse con poca autonomia consentita, situazioni “ereditate” che potrebbero avere conseguenze non lievi, se non trattate con quel rigore e quella possibilità di approfondimento che fanno parte del bagaglio professionale di Tesoro.

Del resto, già nei primi mesi nel suo nuovo ufficio Tesoro si è trovato con gatte da pelare non da poco: basti pensare alla stucchevole situazione scatenatasi per l'utilizzo dello stadio da calcio Gabrielli, con due società che, da una collaborazione iniziale, sono passate a un vero e proprio scontro per l'accesso ai campi da calcio, con tanto di serrature cambiate e minacce di esposti in Procura. O all'altrettanto stucchevole feuilletton Comune di Rovigo - Rugby Rovigo, riguardante reciproci presunti debiti e crediti relativi al campo da rugby Battaglini.

Insomma: qualcosa, a un certo punto, ossia ben presto, si deve essere rotto. E il dirigente deve avere pensato “meglio un periodo senza stipendio ma dormendo sereni la notte che restare qui”. Questo, almeno, pare il tenore della missiva. Immediate le manifestazioni di solidarietà da parte di tanti “semplici” lavoratori. Per quelle dell’amministrazione, si vedrà poi.

Arrivato da Milano, forte di una grande esperienza, di polizia locale e non solo, sotto l'amministrazione Bergamin, come comandante della polizia locale - di questo parla il contratto che ha firmato - Tesoro ha da subito impresso un profondo rinnovamento al corpo, aumentando i servizi di ordine pubblico, creando in città una eccellenza alla quale fanno capo le Procure di mezza Italia, come il polo del falso documentale, gestito da Riccardo Evangelista, facendo assumere ai suoi uomini funzioni di polizia giudiziaria, ove possibile.

Un'aria nuova che gli ha fruttato un esposto, rigorosamente anonimo, su presunti utilizzi non regolamentari di auto di servizio e cellulare di servizio, protocollato dal Comune e che lo stesso Tesoro ha portato in Procura. L'inchiesta che ne è nata ha visto i giudici, in ogni grado di giudizio, rifiutare le misure che la Procura pretendeva e fare cadere le accuse più pesanti. Si è così arrivati in aula con un processo che ha perso per strada le ipotesi più gravi e che pare sempre più “senza padrone”, trattato a ogni udienza da un pubblico ministero differente. Come se non fosse più una priorità neppure per l'accusa, insomma.

La nuova amministrazione, poco dopo il proprio insediamento, ha spostato Tesoro ai Servizi sociali. Ora, le dimissioni. Una scelta che, sicuramente, non sarà stata presa in maniera precipitosa. Difficile, infatti, con questi chiari di luna, scegliere a cuor leggero di restare per un periodo non breve senza stipendio. Anche per questo, forse, una amministrazione che vede un proprio dirigente essere disposto a rinunciare a un bel po' di soldi, pur di andarsene, in altri termini a pagare pur di non stare più in Comune, dovrebbe porsi qualche domanda.

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