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Nonno e nipote pescano insieme un siluro da record: lungo 2 metri e 10

Valter Vallini, 69 anni e il nipote Marco di 15 anni lo hanno pescato nelle acque del Tartaro

Siluro da record pescato…in famiglia. Una passione, quella per la pesca, tramandata da nonno a nipote che ha dato i suoi frutti nella giornata di martedì quando, nelle acque del Tartaro in località San Pietro Polesine, nonno e nipote hanno agganciato e tirato a riva un siluro record lungo 2 metri e 10 centimetri. Valter Vallini, 69 anni,  da tutti conosciuto con il soprannome di “Bafiòt” è da sempre un pescatore sportivo che è riuscito a trasmettere non solo la grande passione, ma anche la sua maestria, sia al figlio Stefano che al nipote Marco di 15 anni che tutti i giorni e con qualsiasi condizione atmosferica, si reca nei pressi di qualche specchio d’acqua per pescare con le tecniche che gli ha insegnato il nonno.

Già nella giornata di martedì, dopo un lungo periodo di ‘astinenza’ alla pesca, dovuto al lock down imposto per la lotta al Covid-19, il giovane aveva agganciato un primo siluro, ma quello preso con il nonno è decisamente più grande tanto che, metro alla mano, è risultato lungo 2,10 metri. Il grosso pesce, che ormai popola tutti i corsi d’acqua anche del nostro polesine, è stato pescato con una tecnica particolare: il Break –Line. La Break è una delle tecniche più efficaci per la pesca del siluro. Prende il nome dallo spezzone di nylon che collega il moschettone ad un punto fisso dove viene fissato; spezzone che si romperà (in gergo ‘sbrekkerà’) in seguito all’attacco del pesce. Si tratta di un sistema di pesca “auto-ferrante” in quanto la canna, che si trova in estrema tensione, al momento della rottura della break si raddrizza repentinamente, eseguendo una ferrata ‘automatica’. Questa tecnica, praticata nei corsi d’acqua come il Tartaro, dove la corrente non è fortissima, viene praticata dalla fine dell’inverno fino ad autunno inoltrato, poiché comincia a perdere di efficacia quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 12 gradi. Una cattura che ha regalato sicuramente molta emozione e soddisfazione al giovane pescatore Marco e che immaginiamo avrà riempito di orgoglio il petto di Bafiòt che continuerà ad insegnare al nipote tutti i segreti della pesca. 
 

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