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LA STORIA

Dai filtri per auto a quelli per l’uomo

La polesana Eurogielle, durante il lockdown si è reinventata e ora produce mascherine. Nessuna cassa integrazione. Il ceo Manfrin: “I 35 dipendenti dirottati nel nuovo progetto”

Dai filtri per auto a quelli per l’uomo

A sinistra la produzione, a destra Giuseppe Manfrin, ceo di Eurogielle

Nella storia aziendale di Eurogielle, 5,6 milioni di fatturato e un core business di nicchia, filtri per auto, il 2020 è un ulteriore anno da spuntare, di svolta.

L’azienda polesana nata nel 1995 e partner di molte famose case automobilistiche, è cresciuta esponenzialmente negli anni e con il lockdown ha avuto un calo pari a quello del settore automobilistico del 60-70%. Ma non si è certo fermata e vista l’esperienza nei filtri, ha iniziato a produrre mascherine filtranti.

“Vista la nostra esperienza nei materiali - racconta Giuseppe Manfrin, ceo di Eurogielle che conta 35 dipendenti e almeno 70 terzisti - abbiamo iniziato a produrre mascherine e a fine giugno dovremmo iniziare con una nuova linea produttiva. Stiamo aspettando i macchinari che dovrebbero arrivare presto”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 4 giugno

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