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“Bagni in mare? Nessun rischio. Ma tenete le distanze”

Stop alle feste in spiaggia e distanza di un metro in acqua. Boccia: “Covid all’angolo, non morto”

“Bagni in mare? Nessun rischio. Ma tenete le distanze”

Attenzione a non esagerare con la disinfezione là dove le superfici sono tenute pulite e il virus è facilmente inattivabile. La raccomandazione è del presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro in audizione in commissione sul ciclo dei rifiuti: un eccesso di disinfettanti arriva negli scarichi ed entra in circolo. Quanto alle mascherine, spiega che non è raccomandato usare quelle molto sofisticate a livello domestico, e quindi, in base ai diversi contesti, si può usare lo strumento di protezione più appropriato. Quelle chirurgiche possono essere utilizzate anche per un uso prolungato da 2 a 6 ore, ma non ci sono evidenze che ne garantiscano il riutilizzo in sicurezza e neppure il ricondizionamento.

L’Iss ha poi diffuso il “Rapporto sulle attività di balneazione” nel quale si spiega che si può fare il bagno in mare senza paura di restare contagiati. Nel primo piano pubblicato ieri sul sito dell’Iss viene spiegato che “assume scarsa rilevanza il rischio correlato alla potenziale contaminazione delle acque da reflui o da escrementi infetti presenti a monte dell’area di balneazione o diffusi da imbarcazioni. Le misure di controllo e monitoraggio a carattere ambientale e sanitario applicate in base alla normativa vigente, infatti, ma anche la suscettibilità del virus alle variabili ambientali rendono trascurabile il rischio”. Anche in acqua però va tenuta la distanza di un metro. In spiaggia restano vietati gli assembramenti, le feste gli eventi musicali se non solo di ascolto. Gli accessi agli stabilimenti attrezzati prevedono la prenotazione, mentre per le spiagge libere, dove la sorveglianza risulta difficile, sono chiamati i sindaci e gli altri enti locali competenti ad applicare le misure di riduzione del rischio. “Mercoledì siamo ripartiti con la mobilità tra regioni, è stato un sospiro di sollievo per tutti ma serve ancora prudenza perché il Covid è sconfitto, ma non è scomparso. Lo abbiamo messo in un angolo ma non è scomparso” ha infine detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

“Abbiamo pagato un prezzo altissimo, 4.100 morti in Emilia-Romagna, oltre 33.000 vite" in Italia "non ci sono più" ha detto a Rimini per l'inaugurazione dell'Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva. Guardando al futuro, "le risorse che abbiamo" tra quelle già previste e quelle che potrebbero arrivare dell'Europa, "sono senza precedenti - ha argomentato - Abbiamo il dovere storico di rendere la nostra sanità pubblica una eccellenza nel mondo", attraverso la "prevenzione territoriale pubblica" e anche un "mix tra pubblico e privato che sia un mix di eccellenze".

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