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IL CASO

Il 5G fa paura ma è già realtà. Ecco cosa ne pensano i sindaci polesani

D’Achille a San Bellino l’ha vietata. Ma Gaffeo sottolinea: “Possibili ricorsi al Tar”

Il 5G fa paura ma è già realtà. Ecco cosa ne pensano i sindaci polesani

10/06/2020 - 22:33

Durante i mesi del lockdown tra didattica a distanza, telelavoro e iperconnettività in casa, la necessità di rendere più veloce la connessione Internet e migliorare l’infrastruttura si è fatta stringente anche in Polesine, ma ora che il governo con il “piano Colao” vuole accelerare sulla rete 5G, molti amministratori locali tirano il freno. A partire dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che spiega: “Per il 5G, innovazione tecnologica che io ritengo importante, si chiede di aumentare la limitazione delle emissioni fino a 10 volte. Questo come amministratore mi inquieta”.

Il tema è molto vivace anche in Polesine, dove Aldo D’Achille, a San Bellino, ha già vietato cautelativamente la tecnologia 5g con un’ordinanza e dove alcuni sindaci hanno chiesto alla provincia e all’Anci di avere maggiori informazioni sanitarie e ambientali sulle frequenze così temute del 5G.

Ad Adria Omar Barbierato è attendista: “Attendiamo le informazioni che abbiamo chiesto alla Provincia, tramite Anci e istituto superiore della sanità. A livello locale anche Ermes Bolzon, che guida la consulta dell’ambiente studierà la tematica. In realtà sappiamo poco di questa tecnologia e delle sue conseguenze e dovere di un amministratore che ha la responsabilità della salute della cittadinanza, è recuperare i dati”.

L’ordinanza di San Bellino per Barbierato è comprensibile: “Molti comuni hanno fatto questa ordinanza perché evidentemente hanno avuto richieste, noi ancora ufficialmente non ne abbiamo avute aspettiamo informazioni”.

Edoardo Gaffeo, primo cittadino del capoluogo ha le idee chiare: finché regna l’incertezza sugli effetti del 5G, meglio tenere un approccio “precauzionale”. “Fortunatamente abbiamo ancora tempo per documentarci e valutare - spiega Edoardo Gaffeo, sindaco di Rovigo - Infatti non avendo ancora ricevuto richieste per l’installazione delle antenne nel nostro territorio abbiamo tutto il tempo di fare le dovute riflessioni. Io non ho le competenze per poter affrontare da solo questo tema, serve uno studio approfondito e abbiamo già cominciato a farlo. Di certo sono contrario alla concentrazione delle antenne, questo sì. Ricordo, tra l’altro, che in Veneto ci sono 4600 antenne del 4G che sono altrettanto fonte di radiazioni. E’ un tema complesso che va affrontato nella sua interezza. Trovo - ha concluso il sindaco del capoluogo - che purtroppo le ordinanze che si stanno costruendo nei vari comuni del Veneto siano deboli e facilmente impugnabili davanti al Tar. Credo che debba essere fatto un ragionamento d’insieme”.

In realtà la nuova tecnologia 5G non ha bisogno di nuove antenne, basta implementare quelle già esistenti. In una seconda fase ai Comuni probabilmente verrà chiesto di installare microantenne su pali della luce o cartelloni pubblicitari, come avviene per le centraline del wi-fi.

“Non abbiamo ancora avuto notizia della volontà di installare qui da noi apparecchiature per la tecnologia del 5G - spiega Sondra Cozzi, sindaco di Occhiobello - Come comune, non abbiamo ancora toccato il tema, quindi non abbiamo avuto modo di esprimerci. Quando saremo interrogati sulla questione, come giunta e amministrazione decideremo come procedere”.

Sulla stessa linea Francesco Siviero, primo cittadino di Taglio di Po. “Stiamo ragionando sulla questione del 5G, ma non abbiamo avuto per ora richieste di posizionamento di antenne - spiega il sindaco del comune deltino - Adesso, abbiamo in vigore un vecchio piano delle antenne, stiamo valutando di modificarlo. Peraltro, non ci sono evidenze scientifiche sul tema. Il 5G potrebbe essere utile, dato che tutti chiedono più velocità e potenza di connessione. Intanto, monitoriamo la situazione, ma valuteremo solo quando ci sarà la necessità di decidere. Per il momento non abbiamo deciso”.

Il dibattito, insomma, è aperto, mentre il governo dalla vendita delle frequenze 5G alle compagnie telefoniche, ha già guadagnato 6,5 miliardi di euro, cifra record in Europa.

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