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LA STORIA

Il “grazie” agli angeli della sanità

Il ricavato per sostenere gli Amici del Cuore. Bozza: “Immagine che mi ha toccato nel profondo”

Il “grazie” agli angeli della sanità

20/06/2020 - 17:19

Sono stati gli occhi di quelle due infermiere, stanchi per la battaglia quotidiana contro il virus ma pieni d’amore per i propri pazienti, a colpire nel profondo Raffaello Bozza, imprenditore rodigino e fondatore - con Lino Cervellin - della nota ditta Bozza & Cervellin, dal 1967 un’eccellenza rodigina nel settore degli impianti elettrici e industriali.

Ma dietro all’imprenditore c’è molto di più: c’è un artista (da anni si diletta nella pittura), e c’è il cuore di una persona sensibile, empatica, capace di commuoversi. Lo stesso cuore “mimato” dalle due infermiere, che uniscono le dita a formare il simbolo dell’amore universale. “Quella foto, quello scatto, mi ha fatto venire un groppo in gola”, racconta. E ha deciso di tradurre quell’emozione in un impegno solidale. La fotografia delle due infermiere, “quelle con gli occhi pieni d’amore”, è finita sulle magliette: ne sono già state fatte 500 che saranno donate al personale sanitario degli ospedali del Polesine, alla parrocchia di Borsea, e all’associazione Amici del Cuore, che le distribuirà agli studenti della nostra provincia durante i numerosi incontri che ogni anno vengono fatti nelle scuole. Ma non è finita: ne saranno stampate altre, e potranno essere prenotate e acquistate proprio tramite l’associazione Amici del Cuore, attraverso una libera donazione che servirà - oltre a pagare i costi di stampa - a sostenere le attività del gruppo, da anni in prima linea sul fronte della prevenzione delle malattie cardiovascolari, anche attraverso la divulgazione e la formazione delle future generazioni.

Al fianco di Bozza, a presentare il progetto, c’è Luigi Brazzorotto, segretario degli Amici del Cuore. “Questa iniziativa - spiega - è stata subito condivisa con il nostro presidente, Carlo Piombo, e appoggiata anche dal direttore della Uoc di cardiologia dell’ospedale di Rovigo, Loris Roncon, che affianca sempre le nostre attività”.

Così è decollata l’idea proposta da Raffaello Bozza. E quella foto, simbolo dell’impegno del personale medico nelle lunghe settimane di lotta al coronavirus, diventerà anche un simbolo della solidarietà. “Nei loro occhi - sottolinea ancora una volta l’imprenditore - ho percepito una luce particolare, quella dell’amore nonostante ogni giorno fossero costretti a vedere la morte. Questo mi ha fatto venire il magone, e per questo ho pensato a cosa avrei potuto fare io stesso per contribuire a superare questo delicato momento”.

L’azienda Bozza & Cervellin, fondata a Rovigo nel 1967, si occupa di impianti elettrici civili ed industriali. Dà lavoro a 28 persone, e negli anni si è affermata come una realtà solida capace di ritagliarsi uno spazio di primo piano nel settore.

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