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LA STORIA

Il “grazie” agli angeli della sanità

Il ricavato per sostenere gli Amici del Cuore. Bozza: “Immagine che mi ha toccato nel profondo”

Il “grazie” agli angeli della sanità

Sono stati gli occhi di quelle due infermiere, stanchi per la battaglia quotidiana contro il virus ma pieni d’amore per i propri pazienti, a colpire nel profondo Raffaello Bozza, imprenditore rodigino e fondatore - con Lino Cervellin - della nota ditta Bozza & Cervellin, dal 1967 un’eccellenza rodigina nel settore degli impianti elettrici e industriali.

Ma dietro all’imprenditore c’è molto di più: c’è un artista (da anni si diletta nella pittura), e c’è il cuore di una persona sensibile, empatica, capace di commuoversi. Lo stesso cuore “mimato” dalle due infermiere, che uniscono le dita a formare il simbolo dell’amore universale. “Quella foto, quello scatto, mi ha fatto venire un groppo in gola”, racconta. E ha deciso di tradurre quell’emozione in un impegno solidale. La fotografia delle due infermiere, “quelle con gli occhi pieni d’amore”, è finita sulle magliette: ne sono già state fatte 500 che saranno donate al personale sanitario degli ospedali del Polesine, alla parrocchia di Borsea, e all’associazione Amici del Cuore, che le distribuirà agli studenti della nostra provincia durante i numerosi incontri che ogni anno vengono fatti nelle scuole. Ma non è finita: ne saranno stampate altre, e potranno essere prenotate e acquistate proprio tramite l’associazione Amici del Cuore, attraverso una libera donazione che servirà - oltre a pagare i costi di stampa - a sostenere le attività del gruppo, da anni in prima linea sul fronte della prevenzione delle malattie cardiovascolari, anche attraverso la divulgazione e la formazione delle future generazioni.

Al fianco di Bozza, a presentare il progetto, c’è Luigi Brazzorotto, segretario degli Amici del Cuore. “Questa iniziativa - spiega - è stata subito condivisa con il nostro presidente, Carlo Piombo, e appoggiata anche dal direttore della Uoc di cardiologia dell’ospedale di Rovigo, Loris Roncon, che affianca sempre le nostre attività”.

Così è decollata l’idea proposta da Raffaello Bozza. E quella foto, simbolo dell’impegno del personale medico nelle lunghe settimane di lotta al coronavirus, diventerà anche un simbolo della solidarietà. “Nei loro occhi - sottolinea ancora una volta l’imprenditore - ho percepito una luce particolare, quella dell’amore nonostante ogni giorno fossero costretti a vedere la morte. Questo mi ha fatto venire il magone, e per questo ho pensato a cosa avrei potuto fare io stesso per contribuire a superare questo delicato momento”.

L’azienda Bozza & Cervellin, fondata a Rovigo nel 1967, si occupa di impianti elettrici civili ed industriali. Dà lavoro a 28 persone, e negli anni si è affermata come una realtà solida capace di ritagliarsi uno spazio di primo piano nel settore.

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