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Al Polesine Compostella mancherà

Il numero uno dell’Ulss verso la pensione. “Sempre attento alle esigenze del nostro territorio”

Al Polesine Compostella mancherà

Se pensate che battere il coronavirus sia stata l’impresa più titanica che il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella potesse fare, forse vi dovrete ricredere. Perché il numero uno della sanità polesana è riuscito in un vero e proprio “miracolo”: mettere d’accordo la politica. La notizia del suo pensionamento alla fine dell’anno, con il passaggio di consegne alla guida dell’azienda sanitaria polesana, ha unito centrodestra e centrosinistra in un coro di elogi e ringraziamenti al direttore uscente per quanto fatto alla guida del sistema sanitario polesano in questi cinque anni di mandato.

“Sapevo del suo pensionamento - dice l’assessore regionale Cristiano Corazzari - e ne approfitto per sottolineare il grande lavoro che ha fatto in questi mesi di emergenza. Non è affatto casuale che la provincia di Rovigo sia stata colpita meno dal virus rispetto ad altri territori, anche confinanti: per questo risultato dobbiamo ringraziare tutto il personale medico e sanitario, ma anche il direttore Compostella e il suo staff dirigenziale. Questa vittoria è frutto del buon lavoro di tutti, compresi i sindaci che hanno fatto squadra”.

Ma oltre al coronavirus c’è di più. “In questi anni - ricorda Corazzari - Compostella ha profuso grande impegno nell’organizzazione della sanità polesana, operando in una realtà delicata e complessa. La nostra provincia, infatti, necessità di attenzione particolare per le sue fragilità: l’alto tasso di anziani, la dispersione territoriale che rende fondamentali le strutture locali, e la permanenza degli ospedali di Trecenta e di Adria, che devono continuare a garantire un servizio adeguato, insieme all’hub di Rovigo”.

“Spero - aggiunge l’assessore - che il successore di Compostella continui sulla strada tracciata, fatta di grande attenzione per il territorio, collaborazione con amministratori e cittadini, attenzione agli equilibri di bilancio e buona gestione. La sfida del futuro è quella di mantenere elevati livelli ospedalieri e potenziare il sistema territoriale, che è stata la chiave di volta del modello Veneto per battere il coronavirus. Per fare questo il ruolo del direttore generale è fondamentale, e ringrazio il dottor Compostella per l’impegno e la perseveranza che ha profuso in questo difficile impegno”.

Ma se da Corazzari è normale aspettarsi parole al miele per il dg (nominato dalla Regione) non è così scontato sentir esprimere gli stessi concetti anche dall’opposizione. Eppure, anche per Graziano Azzalin (Pd) il giudizio finale sull’operato del direttore dell’Ulss è “buono. Gli devo riconoscere grande disponibilità al confronto in ogni momento, durante tutto il suo mandato. Per quanto riguarda i problemi strutturali della sanità polesana, che permangono, ha cercato di fare il meglio possibile con le risorse e le direttive messe a disposizione dalla Regione. Lui stesso - sottolinea Azzalin - ha del resto più volte chiesto alla Regione che venissero aumentate le risorse per il Polesine, segno che qualche squilibrio e carenza c’era e continua ad esserci”.

Quindi sulla gestione dell’emergenza Covid: “E’ stato bravo. Forse c’è stata anche un po’ di fortuna, ma devo riconoscere grande impegno e trasparenza nel lavoro svolto. Sicuramente ci volevano più tamponi ma le scelte in merito non competevano a lui. Adesso mi aspetto, pur mantenendo un reparto per le emergenze, che a Trecenta vi sia un veloce ripristino di tutte le funzioni di un ospedale fondamentale per il territorio altopolesano”.

E anche il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo (centrosinistra) conferma: “Compostella ha svolto un ottimo lavoro, e i dati lo dimostrano. In questo mio primo anno di mandato con lui ho sempre avuto un rapporto leale e cordiale, abbiamo collaborato in modo continuativo con ottimi riscontri. Dispiace davvero perderlo. Gli faccio i miei migliori auguri, e auspico che, anche dopo di lui, lo spirito di collaborazione con l’Ulss possa proseguire”.

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