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VILLADOSE

Il pazzo dei chiodi è tornato a fare danni

Finito il lockdown anche per il folle che da anni dissemina le strade di chiodi a quattro punte

Il pazzo dei chiodi è tornato a fare danni

Torna attivo il maniaco dei chiodi a quattro punte, le “cambre” che, purtroppo, ormai tutti a Villadose conoscono piuttosto bene. E’ passato alla fase 2 anche il folle - dopo anni di “attività” non ci sono altri modi per definirlo - che da ormai più di sei anni continua a disseminare il territorio di chiodi a quattro punte. A lungo unicamente nella zona di via Serafino Zennaro, per poi “aprirsi” anche ad altre località. Dopo una pausa di qualche mese, sono ricomparse nella notte tra sabato e domenica, nei pressi dell’ex cava di pesca, le ormai famose “cambre” lasciate sull’asfalto da una mano che si presume possa essere sempre la solita.

A darne notizia, un residente che sui social ha postato le foto dei chiodi ritrovati, per avvertire i compaesani e per metterli in guardia su questo ritorno. “È tornato il maniaco delle cambre – si legge nel post - nei pressi della ex cava pesca ieri sera alle 20.30 non c’era nulla e questa mattina alle 08.30 sono apparse”.

Un’altra via cosparsa di chiodi e divenuta ostaggio del pazzo che da più di sei anni provoca danni alle vetture, senza che nessuno sia ancor stato in grado di dargli un nome ed un volto.

Dall’ormai lontano 2013, questo folle alterna periodi di “riposo” ad altri di piena “attività”, tenendo in scacco l’intero paese, seminando sulle strade del territorio dei chiodi autocostruiti, mettendo insieme alcune “cambre” in modo che, se calpestate, è praticamente impossibile non forare le gomme.

Inizialmente le prime semine di chiodi avvenivano quasi esclusivamente in una zona ben precisa della città, ma poi, con il passare dei mesi, ad essere colpito è stato praticamente tutto il territorio comunale di Villadose.

Anni di indagini, di sospetti e di ricerche, ma ancora niente di concreto per poter fermare definitivamente questo maniaco che pare abbia deciso di rimettersi in attività anche dopo il lockdown che lo aveva forse costretto a rimanere in casa per non destare ulteriori sospetti. Come ogni volta, dopo ogni singolo episodio, c’è chi parla di videosorveglianza, chi della necessità di maggiori controlli e chi, purtroppo, ritiene che l’unico modo per evitare di essere colpiti, sia quello di non percorrere vie e strade del paese; ma questo ci sembra alquanto difficile da attuare.

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