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IL LUTTO

Addio Dino, precursore dell’ippica

Negli anni Sessanta aveva aperto la prima macelleria equina in piazzetta Annonaria

Addio Dino, precursore dell’ippica

Se ne è andato per un malore, mentre stava percorrendo le scale della stazione che era abituato a percorrere, per prendere il treno e andare a Venezia. Dino Bellinello, 94 anni, era una persona molto conosciuta a Rovigo, di cui ha disegnato in parte la storia. Insieme al fratello, infatti, è stato il primo allevatore di cavalli a Rovigo, la sua passione per l’ippica lo aveva portato a realizzare un maneggio in via Concilio Vaticano II, all’altezza del negozio di floricoltura Bovo.

Negli anni Sessanta, poi, Dino aveva aperto insieme alla moglie Giannetta la macelleria equina di piazzetta Annonaria, negli anni ceduta al figlio Renzo e alla nuora Susy, che tuttora gestiscono l’attività diventata storica con passione.

Da sempre coltivatore e agricoltore, Bellinello era persona molto discreta e conosciuta in città. La sua passione per i cavalli lo aveva portato a ideare una tecnica di allenamento su strada sterrata. E il suo Porlock, un bellissimo cavallo nero, tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta era stato campione di corsa e aveva anche vinto alle Padovanelle di Padova. “Mi ricordo da bambino che Porlock era molto amato, aveva vinto grandi premi - ricorda Renzo - Era di papà e dello zio”. Renzo continua: “Papà allenava i cavalli su strada su un calesse. Erano stradoni di campagna su cui trottare molto lunghi, per acquistare velocità. Aveva ideato 50 anni fa questa tecnica e la adottano ancora adesso molte scuderie”.

Dino aveva una passione per il gioco e spesso si recava al Casinò di Venezia. A dispetto della sua età era molto vispo e ancora super attivo. Viveva ancora in centro città, nella casa di via Nino Bedendo, con la moglie Giannetta, che lascia insieme al figlio Renzo.

Domenica sera la tragica fatalità, mentre era di ritorno a casa, ha avuto un malore - questo hanno stabilito anche gli inquirenti che hanno prestato i primi soccorsi - è caduto per le scale e ha perso conoscenza. Inutili i tentativi di rianimarlo del Suem chiamato sul posto.

Nessun dubbio sulle cause accidentali e naturali della morte dell’anziano rodigino. Il pm ha dato infatti il nulla osta per i funerali, che si svolgeranno giovedì alle 9, nella parrocchia del Duomo.

La prima visione dei filmati delle telecamere che sorvegliano tutti gli ambienti della stazione ferroviaria, ha escluso sin da subito che nell’accaduto ci possa essere il coinvolgimento di altre persone. Nessuna spinta, quindi, nessun urto. Vicino all’anziano, secondo i primi riscontri, non c’erano altre persone al momento della caduta. Per tutta la durata del sopralluogo del personale di polizia, la scala è stata chiusa col fettucciato.

La polizia è intervenuta sul posto con una Volante, ma il caso è stato analizzato, nei successivi sviluppi e accertamenti, dal personale della polizia ferroviaria, competente per la stazione.

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