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SCUOLE

Senza linee guida asili a rischio

Agnoletto (Fism): “Difficile se sarà confermato il rapporto alunno-maestra. Il Governo si sbrighi”

Senza linee guida asili a rischio

Tra i tanti vocaboli che questa emergenza sanitaria da Covid-19 ha inserito di prepotenza nei dialoghi della nostra vita quotidiana, c’è una coppia, “linee guida” che sta facendo letteralmente ammattire tutti.

Linee guida per ogni momento della nostra vita quotidiana, per andare a far la spesa, per lavorare in ufficio o in fabbrica, per riaprire qualsivoglia attività, dalla più complessa alla più semplice.

Linee guida che, per ora, hanno permesso a quasi tutti i settori di riprendere la loro routine, meno che alle scuole. Se non per questi esami di maturità.

Una situazione critica non tanto per quelle statali, ma soprattutto per le paritarie che, è noto, sono gestite da privati. In Polesine sono 54, quasi tutte parrocchiali, una decina delle quali condotta dagli stessi parroci, che ne sono pure presidenti.

Senza linee guida, nessuna di queste strutture può organizzare la ripresa dell’anno scolastico. E stiamo parlando di asili, quindi scuole che accolgono i bambini dagli 0 ai 6 anni.

“E’ una situazione particolare, legata alle vicende del Covid-19 e ai finanziamenti per queste strutture - sottolinea il vescovo della diocesi di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello - alcune scuole hanno numeri di iscritti talmente ridotti che forse avrebbero chiuso anche senza questa emergenza. E questo anche perché non sappiamo a settembre come sarà la soluzione del governo per riaprire”. Le famose linee guida, appunto.

Una delle scuole che potrebbe non riaprire, e il condizionale è d’obbligo, è quella di Mardimago, gestita da don Franco Ferrari. “So che quella di Mardimago era una delle scuole con un numero ridotto di bambini” ammette il vescovo.

Ma è lo stesso don Franco a spiegare che la situazione non è proprio così come viene dipinta da alcuni genitori che hanno mandato una lettera di protesta per la presunta volontà del parroco, ovvero la sua, di non riaprire. “Ho tutta l’intenzione di riaprire la scuola - le parole di don Franco - ma se la Regione e lo Stato ancora non hanno dato alcuna linea guida, come faccio?” La situazione della scuola di Mardimago, della quale è presidente il parroco, è la stessa di Sarzano, visto che le gestisce entrambe. La prima, quando è arrivata l’emergenza e quindi lo stop forzato, aveva 21 iscritti, la seconda circa il doppio. “Quando lo stato e la regione avranno la gentilezza di dire come aprire, verificherò se sarà possibile” commenta il don Franco.

Intanto sulla situazione delle scuole paritarie, cerca di far luce il presidente della Fism Rovigo, Mauro Angoletto. “In questo momento hanno aperto il 40% delle scuole paritarie in Polesine per l’attività estiva del grest - ricorda Agnoletto - delle belle esperienze che si è cercato di coordinare in maniera unitaria. I posti sono andati esauriti e il servizio è partito. Ci sono realtà che non hanno riaperto, anche perché nel nostro territorio, fragile, povero e frammentato, non è semplice. E realtà come quella dell’unità pastorale di Sarzano e Mardimago, che in due frazioni fanno 3.500 abitanti, due scuole si sostengono a fatica, specie con numeri bassi di iscritti”.

“Ma la verità è che tutte le scuole paritarie sono a rischio - prosegue - soprattutto se confermano il rapporto alunno-maestra che circola, una ogni cinque bambini. Attendiamo linee guida chiare, mancano ancora tre mesi e il governo ha tutto il tempo per redigere un piano A e un piano B. Basta che non ci troviamo il 15 settembre a impararlo”.

Poi la mano tesa a Mardimago. “Se c’è bisogno di dare un aiuto come Fism, ci siamo - conclude - come facciamo con tutte le scuole paritarie”.

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