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A caccia di nidi, in ricordo di Alberto

Birdwatching indimenticabile. Gli amici Boschetti e Vidali hanno tracciato un ricordo di Barini, pescatore e attivista del Wwf

A caccia di nidi, in ricordo di Alberto


Sono stati più di trenta i partecipanti alla giornata di studio delle specie nidificanti nei litorali della parte sud del Parco del Delta veneto che si sono presentati, sabato scorso, agli attracchi di Santa Giulia, Scardovari e del Canarin.

L’iniziativa patrocinata dall’Ente Parco e dai Comuni di Ariano nel Polesine, Porto Tolle e Taglio è stata dedicata ad Alberto Barini, pescatore, ambientalista ed attivista del Wwf, che in tante occasioni aveva collaborato con ornitologi e fotografi accompagnandoli nelle loro uscite in quell’angolo di paradiso naturalistico che si trova alle foci del Po di Gnocca e del Po di Goro.

La giornata voluta da alcuni amici di Alberto ha trovato un consenso quasi unanime in tutti gli operatori di pescaturismo, accompagnatori e compagnie di navigazione ai quali va un ringraziamento particolare ed una menzione: Gianluca Massarenti, Willy Marostica, Gianluca Corradin, Otello Burgato, Navigazione Marino Cacciatori, PescaTu di Mauro Veronese presso Osteria Arcadia, Estremo Delta dei fratelli Baroni e Villa Martina di Massimiliano Gibin che si sono resi disponibili ed hanno messo a disposizione, gratuitamente, il loro tempo e i loro mezzi. Sul pontile provinciale di Santa Giulia, prima della partenza Sandro Vidali ed Eddi Boschetti dopo aver portato i saluti del Presidente del Parco Moreno Gasparini e dei sindaci dei tre comuni hanno tracciato un ricordo di Alberto Barini, uno degli esempi più belli di professionalità abbinata all’amore per il proprio territorio che si è dedicato alla creazione di un modello di pescaturismo appassionato e rispettoso dell’ambiente e della biodiversità, dedicando anima e corpo nel monitorare questo sito straordinario fin dalla sua formazione.

A loro si è aggiunto il commosso ringraziamento di Michela Barini, cugina di Alberto e figlia di Michele, uno dei pionieri assieme a Marino Cacciatori del turismo fluviale nel Delta del Po. Le imbarcazioni su cui viaggiavano le quattro squadre composte da ornitologi censitori, guide naturalistiche del Parco ed amici di Alberto hanno toccato le lagune interne e i tratti costieri antistanti la Sacca del Canarin, l’allagamento e il Bastimento, la Sacca degli Scardovari, il Bacucco e l’isola dei Gabbiani scrutando con binocoli e cannocchiali per individuare le presenze della grande quantità di specie che rendono eccezionale l’avifauna del Delta del Po. E qui hanno constatato che per l'undicesima stagione consecutiva, il primo intervento è stato fatto nel 2009, si è ripetuto il miracolo della grande colonia di uccelli appartenenti al grande ordine dei caradriformi (che comprende gabbiani, Sterne e Limicoli) in un piccolo atollo sabbioso del Delta del Po nel versante sud della Sacca degli Scardovari. Centinaia di nidi di sternidi dalla Sterna comune al Fraticello al Beccapesci. Sono state osservate anche alcune rarità come la Sterna maggiore e la Pittima minore. Un centinaio le beccacce di mare e una ventina di avocette adulte. Almeno una decina i nidi di Fratino che erano stati osservati dall'inizio della stagione, ieri invece sono state osservate un paio di coppie. L’iniziativa è stata fatta con rispetto senza inserire sigle se non quelle istituzionali dei comuni e dell'Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po per far passare il messaggio che il Delta di Alberto Barini era e dovrà essere un patrimonio di tutti, come di tutti era ed è il dovere di custodirlo e proteggerlo. Il quadro complessivo emerso dalla giornata di studio rivela luci e ombre, fra le luci senza dubbio va menzionata l'enorme colonia che si colloca in un minuscolo fazzoletto di sabbia libero dalla balneazione.

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