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Ripartenza

“Finalmente si ricomincia davvero”

Via libera di Zaia agli sport di contatto. Coach Umberto Casellato ringrazia e aggiunge: “In gruppi da otto non è rugby. Martedì tutti in campo"

“Finalmente si ricomincia davvero”

Il via libera agli sport di contatto sancito ieri mattina dal governatore del Veneto, Luca Zaia, è la meta più importante di questo sofferto 2020 per la Rugby Rovigo Delta. La soddisfazione per coach Umberto Casellato è palpabile, a due settimane dal ritorno in campo per gli allenamenti, ma distanziati.

“I ragazzi erano divisi in gruppi di otto, distanziati e con tutte le norme da rispettare, ma finalmente dalla prossima settimana ci ritroveremo tutti insieme per un allenamento di più completo” le parole del coach rossoblù. “Il rugby è uno sport dove la vicinanza, anche negli spogliatoi, è importante - commenta - in gruppi da otto non è rugby, non è niente se si pensa che di solito siamo una quarantina di persone che si allena insieme. E stato difficile abituarci, ma per fortuna è finita. Ringraziamo Zaia, credo che saremo i primi in Italia a riprendere a giocare”.

Ma niente “libera tutti”, nel senso che Casellato sottolinea come ci saranno ancora più precauzioni da seguire. “I ragazzi dovranno stare attenti e noi soprattutto - aggiunge - è noto che la soglia di dolore per loro è molto alta, e in passato capitava si allenassero pure con la febbre. Oggi chi sta male deve chiamare il dottore, e lo hanno capito bene”.

Domani sono programmati i test fisici, martedì il primo allenamento ufficiale con 24 elementi della rosa. “Stiamo attendendo l’ufficialità anche per l’inizio del prossimo campionato, l’ipotesi più probabile è quella di due partite di Coppa Italia a inizio ottobre e il via del campionato a fine mese - precisa Casellato - intanto noi abbiamo realizzato tre programmi di preparazione a seconda che sia effettivamente così o si sposti tutto di un mese, o addirittura a gennaio, cosa che ritengo improbabile”.

Il pensiero della Rugby Rovigo Delta è già alle prime partite amichevoli che si potranno organizzare. “Abbiamo tre date per eventuali amichevoli con le squadre più forti d’Italia, e visto che la situazione epidemiologica sta migliorando, la speranza è di poterle disputare davanti al nostro pubblico - conclude il coach - vogliamo riempire il Battaglini e che sia una festa. Se si possono fare le fiere, non vedo perché, con le dovute cautele, non si possano riaprire gli stadi, specie qui a Rovigo, che è stata fortunatamente colpita poco dal virus”.

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