you reporter

CULTURA

“Ce la faranno i coraggiosi”

Lo scrittore Signorini e la creatività ai tempi del Covid. “Abbiamo pensato a un Rovigoracconta diverso. Sarà uno spettacolo”

“Ce la faranno i coraggiosi”

“Vediamoci al tavolino di un bar, sarebbe più comodo”. Lo scrittore rodigino Mattia Signorini, creatore con Sara Bacchiega di uno degli eventi più apprezzati in città, Rovigoracconta, e di un’agenzia di comunicazione, a capo di una scuola di scrittura, la Palomar e tanto altro, con una frase fa cadere ogni dubbio su come la pensa sui webinar, l’entertainment digitale e tutte le restrizioni a cui ci ha costretti la pandemia. Meglio guardarsi in faccia.

Tanto è vero che con la sua compagna di avventure, stanno riportando a Rovigo a fine agosto la manifestazione culturale che per tre giorni cambia il volto di Rovigo e porta tutti in piazza a scambiare idee, ad assorbirne di nuove. Saltata a maggio, animerà il capoluogo il 28-29 e 30 agosto.

Tanto per non tenere i lettori sulle spine, come sarà il nuovo Rovigoracconta?

“Intanto non sarà online, non avrebbe mai potuto esserlo. Le persone devono guardarsi in faccia, poter interagire con il mondo circostante. Io e Sara lo abbiamo ridisegnato. Diciamo che è un festival culturale che offre spettacolo e idee in movimento. Sarà un’edizione speciale, diversa, con diverse location. Non sarà il festival dello scrittore, del giornalista, del musicista che parla, ma delle persone che verranno a Rovigo e che tra loro faranno famiglia nel senso largo del termine, metterà in connessione le persone. Sarà un week end al mare, e il mare saranno le persone. Ci saranno grandi nomi e non ci faremo fermare dal lockdown”.

Quando è saltato, insieme a tanti altri eventi, a maggio, come si è sentito e come ha reagito?

“Avevamo già costruito per metà il festival, spendendo risorse anche economiche, come immagino sia successo a tante realtà anche polesane e venete. In un primo momento volevo chiuderlo. E’ stata la solita Sara Bacchiega che mi ha ricordato come siamo due anime che alla sicurezza e all’arretramento preferiscono l’azzardo e andare avanti. Vediamo cosa succede. Con un festival di questa portata e che non ha molti fondi è facile trovare ostacoli e questo era obiettivamente un ostacolo. Ma c’è anche il rapporto con le persone e una sorta di etica per la comunità. Rovigoracconta porta un indotto economico notevole alla città. Rischiamo e abbiamo meno risorse, con le aziende che non riescono a investire, sarà un azzardo enorme. Io capisco gli eventi che hanno chiuso gente che rischia di mangiarsi la casa”. 

La creatività è cambiata con lo choc della pandemia?

“Io stavo scrivendo un libro tra le altre cose. L’ho completamente lasciato perdere, visto che quelle ore lunghissime sono diventate un tempo sospeso senza tempo. La creatività è data anche dalla reinterpretazione del mondo che abbiamo intorno. Ma il mio appuntamento giornaliero era diventato il bollettino dei contagi. Ne ho approfittato per fare giardinaggio, hobby a cui mi sono appassionato da due anni a questa parte. Cose pratiche come tagliare la siepe sono state un modo per tornare a prendere confidenza con il mio corpo che altrimenti tornava immobile. Ho recuperato la sensibilità dell’essere pratico”.

Com’è cambiato il mondo della cultura a suo parere?

“Il mondo della cultura a livello nazionale si è fermato, stava a guardare. Quello in cui lavoro, l’editoria, ha aumentato del 15 per cento le vendite online, ma ha perso del 40% in generale. Il mondo della musica, che conosco, ha avuto uno stop epocale. Ora è molto difficile lavorare. Non ne siamo ancora usciti. Abbiamo l’illusione che sia tutto aperto, ma qualcosa è cambiato. Non so come sarà. Gli esseri umani sono come gli elastici, tornano indietro alla dimensione iniziale. Quello che abbiamo notato è che c’è stato un aumento della comunicazione online. Abbiamo fatto le dirette su Instagram anche noi scrittori. Niente più spostamenti. I primi giorni sembrava una grande novità, ma poi tutti ci siamo assuefatti, per capire che la ridondanza dell’informazione è una non informazione”.

Chi vincerà questa grande crisi anche nel mondo della cultura?

“Ci troviamo di fronte sempre nella vita a due possibilità quella di avere paura e di essere insicuri quando qualcosa ci porta lontani dalla strada che siamo abituati a percorrere in genere. Questa pandemia ci ha portati in blocco e tutti in una volta lontani dalle nostre strade. Possiamo o lamentarci perché le cose non sono più come prima o reinventarci, utilizzando la resilienza, la capacità di adattarsi e farlo con gioia, guardando con occhi nuovi ciò che accade”.

L’intervista completa sulla Voce di Rovigo di oggi 1 luglio

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl