you reporter

SANITA’

Due giorni in Pronto Soccorso in attesa di un esame

Il marito disperato: “L’ho vista in videochiamata”. Il direttore Contato: “Valutazioni necessarie”

Due giorni in Pronto Soccorso in attesa di un esame

Un dolore al petto, tipo angina pectoris e una richiesta di visita d’urgenza prenotata in tempi record all’ospedale di Rovigo. Fin qui tutto regolare per una 60enne di Rovigo, che però dopo la visita cardiologica di lunedì mattina è stata trattenuta per due giorni e mezzo in astanteria al Pronto Soccorso. Una zona che - lo abbiamo oramai accettato tutti - a causa della circolazione del Coronavirus - è quasi off limits per parenti e accompagnatori.

Così per tre giorni il marito della donna anche lui 60enne ha atteso notizie della moglie. “Il nostro medico di base, a causa di questo dolore al torace che accusava mia moglie, ha subito indicato una visita cardiologica. Lunedì alle 8,30 la abbiamo eseguita ma dall’elettrocardiogramma c’era qualcosa che non andava. Ci hanno detto che l’unico esame da fare era la coronarografia, ma in cardiologia non c’era posto, così anche per accelerare gli esami, è stata portata in Pronto Soccorso”.

L’uomo viene allontanato per le misure di sicurezza e qui la sua angoscia comincia a salire, perché la donna trascorre la notte del lunedì e del martedì senza un risultato. “Ha dormito su una brandina. Martedì è stata trasferita in un letto decente, ma ovviamente ha mangiato quello che le hanno passato. In astanteria funziona così, con quello che trovi”.

Ma a prescindere dai disagi, incomprensibili per l’uomo, “martedì pomeriggio sono riuscito a parlare con il medico e mi ha assicurato che sarebbe stata portata in cardiologia. Stamattina (ieri ndr) ancora nulla da lunedì non vedo mia moglie tranne che per una videochiamata, dove ho visto che le hanno fatto molti prelievi. Ha le braccia viola ed è molto provata. Le ho potuto far avere le medicine ma ho paura che rischi l’infarto. Sono indignato perché non credo che per un esame che va fatto nell’arco di un ora, una coronarografia, siano necessari tre giorni. L’ho vista moralmente molto a terra”.

E fortuna che la signora è autosufficiente ed è potuta andare sola in bagno. “Però con il virus che circola, è giusto tenere una persona tre giorni in Pronto Soccorso?”.

Risponde il direttore sanitario dell’Ulss 5, Edgardo Contato: “La signora era stabile, l’hanno vista un paio di cardiologi e alla valutazione di oggi hanno ritenuto opportuno che stante le condizioni andava ricoverata in ambiente medico e dunque ora si trova in Medicina generale. In genere non ci sono persone che aspettano un’angioplastica ma essendo stabile non aveva bisogno di particolare ricovero ed è stata sistemata in Medicina”. Dopo due giorni interi non è un tempo un po’ dilatato soprattutto per la situazione che attraversiamo? “I cardiologi hanno fatto le loro valutazioni e il ricovero è una procedura che si fa solo in alcuni casi ed è anche d’impatto per il paziente per questo viene valutato se mandare a casa dopo una serie di riscontri. Il ricovero è impegnativo soprattutto per l’interessato. Poniamo la massima attenzione alla cura”.

Contato ha anche fatto cenno all’ampliamento prossimo del Pronto Soccorso che garantirà “spazi ulteriori per dare il massimo comfort anche in astanteria”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl