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SERVIZI SOCIALI

Disabili e lavoro, trova posto l’8%

Casson, dirigente dei Servizi sociali dell'Ulss 5: “Miriamo alla socialità, 2 euro è un compenso motivazionale. E' la Provincia che colloca”

Disabili e lavoro, trova posto l’8%

Paola Casson e Antonio Compostella

Sono 170 le persone con disabilità fisica e in alcuni casi cognitiva, che sono in carico al Servizio di integrazione lavorativa dell’Ulss 5. Lo scorso anno 12 di queste hanno trovato un impiego, anche se - lo sottolineano i funzionari del servizio - lo scopo dell’azienda sanitaria non è quella di un ufficio di collocamento inteso nel senso tradizionale della funzione, ma di garantire la socializzazione dei disabili. Si tratta dell’8% del bisogno di lavoro che hanno queste persone, che come tutti, chiedono anche la dignità del lavoro.

E’ il caso di Anna (il nome è di fantasia), 24 anni, che da cinque anni è iscritta nelle liste “protette” della provincia, ma per la quale i tirocini e il lavoro effettuato nella cooperativa, non ha prodotto un contratto di assunzione. Tanto che l’Ulss 5 le ha proposto 2 euro all’ora per continuare a impacchettare prodotti farmaceutici e garze.

“Noi siamo un ponte tra la situazione di disabilità in cui si trova la persona, in genere al di sotto dei 50 anni - spiega la dottoressa Paola Casson, dirigente dei Servizi Sociali dell’Ulss 5 - e il mondo del lavoro. L’inserimento non è l’obiettivo ma la possibilità passa attraverso la Provincia. I nostri progetti SIl vengono messi in atto a seguito di un finanziamento che viene dai Comuni e che ha l’obiettivo, appunto, di creare momenti di socializzazione nel mondo del lavoro, sono a disponibilità economica predefinita, ma non producono necessariamente un rapporto di lavoro. Dunque 2 euro all’ora è un compenso motivazionale che diamo alla persona”.

E’ però mortificante per una ragazza che non ha una disabilità cognitiva e che in realtà cerca solo di essere protetta nella ricerca del lavoro, un compenso del genere, che diventa deprimente: “Certo è mortificante - concorda Casson - quello che potrebbe essere importante è sperimentarsi nel difficile mondo del lavoro e insistere nel collocamento mirato che ripeto non facciamo noi come Ulss, ma la Provincia tramite Veneto Lavoro. Noi abbiamo appena assunto 5 persone tramite l’inserimento lavorativo e abbiamo chiesto alla Provincia di fare la pratica”.

Il Sil ha avuto una sospensione dovuta all’emergenza Covid, da maggio è ripartito con le borse di lavoro. “Stiamo lavorando - concludono Casson e Farinella - nella ricerca delle aziende e degli enti locali che possano dare spazio ma non è sempre semplice, è un momento molto delicato per tutti e il mondo del lavoro è in grande difficoltà”.

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