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SANITA’

Le esplode la sigaretta elettronica su un occhio. Al Pronto soccorso la mandano via: "Non ci sono oculisti"

L’oculista privato: “Andava vista”. Il dg dell’Ulss5: “Non c’è affanno, ma carenza di medici”

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il pronto soccorso di Rovigo (foto d'archivio)

Stava fumando la sua sigaretta elettronica quando improvvisamente le è scoppiata sull’occhio. La corsa di una 35enne e del papà al pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo, ha sortito un bel “torni a casa, non ci sono oculisti”. Il fatto è avvenuto sabato 20 giugno, alle 15 e la rodigina si è poi fatta curare privatamente da uno specialista trovato a fatica in una giornata per molti festiva, che le ha diagnosticato una lesione alla cornea anteriore, curata con una pomata antibiotica.

Nulla di davvero grave, per un medico sarebbe stata una passeggiata visitare la donna dolorante e mandarla a casa, ma non è stata sottoposta nemmeno a triage. “Sono indignato - racconta il papà - anche perché aveva dolore e non le è stato suggerito nessun collirio, una crema, anche solo un’occhiata. Nulla. E’ stata mandata a casa e visto che il dolore non passava abbiamo optato per cercare un medico privato per farla osservare”. E conclude, “io mi domando se è modo di fare. Un incidente domestico che viene liquidato così, non l’ha vista nessun medico”.

Lo specialista è laconico, “andava vista” e non aggiunge altro.

Al direttore generale Antonio Compostella, che esce da una trincea di 100 giorni, per ri-immergersi nella gestione quotidiana dell’azienda sanitaria che ha preso a pieno ritmo, la vicenda suona strana. “Bisogna che chieda come è andata la vicenda - dichiara - Ma mi sembra strano perché l’oculista c’è durante il giorno e l’avrebbero chiamato in Pronto Soccorso. Non mi esprimo prima di aver valutato la questione”.

Ma alla domanda se il Pronto Soccorso è in affanno in questo periodo risponde “ni”. “Dopo la fase Covid tutta l’attività dell’ospedale è ripresa con varie telefonate per le visite specialistiche che ci sommergono, anche per le informazioni su settembre. Dopo la paura c’è una sorta di rebound con attenzione verso il pronto soccorso e le varie prestazioni”. E aggiunge: “I problemi logistici e strutturali del Pronto Soccorso ci sono visto che è una struttura vecchia, ma abbiamo presentato alla Regione un progetto di miglioramento aspettiamo la valutazione in modo da poter realizzare un’area nuova di pronto soccorso. Entro un anno. L’attuale struttura è concettualmente inadeguata alle esigenze di oggi anche per i distanziamenti. Realizzeremo nel frattempo una struttura prefabbricata per il triage”.

C’è tuttavia una carenza oramai cronica di medici, che nello specifico tocca anche l’oculistica, “anche se siamo all’avanguardia come tecniche di chirurgia gli specialisti vanno a lavorare nei super hub e noi stiamo facendo una grossa fatica a colmare le lacune nell’organico. Abbiamo avviato concorsi su concorsi, ma risponde in genere il 10% dei medici che ci serve. Sopperiamo con contratti esterni e uso di cooperative, ma effettivamente se selezioniamo professionisti che sanno fare il loro lavoro, viene a mancare la fidelizzazione”.

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