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AGRICOLTURA

L'azienda innovativa: “Si cerca sempre più il bio”

Diego Siviero: “Abbiamo trattori guidati col satellite. La prossima sfida nel turismo”

L'azienda innovativa: “Si cerca sempre più il bio”

Duecentotrenta ettari di coltivazione biologica, pari a 328 campi da calcio, e una passione sfrenata per l’innovazione, tanto da diventare un campus di sperimentazione e ricerca per la Federbio e l’università di Padova per la prima coltivazione di barbabietola per zucchero biologico. L’azienda Canal dei Cuori nella località Ca’ Negra di Loreo ha l’abitudine di vedere lungo. I proprietari, Malvina Borletti, Federico e Francesca Forcolini, e il socio amministratore Diego Siviero, nel 2011 hanno avviato la prima guida satellitare automatica. I loro trattori sono manovrati automaticamente da remoto e senza utilizzare prodotti chimici curano chirurgicamente le piante. “Questo ha permesso di abbattere l’utilizzo dei pesticidi - racconta Diego Siviero, che è anche presidente Pro Loco a Loreo - Siamo sempre pronti a sperimentare progetti innovativi, nuove colture, abbiamo il pomodoro da industria biologico, il fagiolo borlotto nuova coltura, il girasole per l’olio di girasole biologico, e così il frumento, la soia e il mais. Tutto biologico”.

Che impatto ha avuto la pandemia sul vostro lavoro?

“Noi non abbiamo avuto un grosso impatto con il Covid, visto che i nostri rapporti commerciali sono rimasti tali. Certamente ci siamo adeguati per le distanze e tutte le misure, ma non abbiamo avuto uno stop nel lavoro”.

Si è più volte detto che il Covid sta cambiando e cambierà il mondo. In che modo nel vostro settore?

“Sicuramente la gente è molto più accurata nelle scelte alimentari. Il biologico, ad esempio, più che la politica e gli interessi delle multinazionali, li vuole la gente. Noi seguiamo questo trend e utilizziamo il terreno a rotazione, per evitare di fare la coltura nello stesso terreno non prima di tre anni. Questo aiuta a bloccare gli agenti infestanti più dei pesticidi. Ci sono tante considerazioni da fare per aiutare a utilizzare zero chimica”.

Nella rete commerciale è cambiato qualcosa?

“I primi anni arrivavano i cinesi a comprare la nostra soia biologica. Attualmente siamo diretti a Germania, Svizzera, Inghilterra. Spero che prenda sempre più piede l’Italia. Noi abbiamo un fatturato di 500mila euro e la rete commerciale non è diretta al consumatore ma alle industrie che trasformano il prodotto. Questo ci ha permesso di continuare a lavorare senza dover diversificare, anche se abbiamo qualche progetto nuovo in essere.

L'intervista completa sulla Voce di Rovigo di oggi 4 luglio

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