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LA POLEMICA

“Nessuno cacci le società sportive dalle palestre scolastiche"

La posizione del Coni provinciale dopo il caso dell'annuncio di "sfratto" ricevuto da alcune società a firma dei presidi polesani

“Nessuno cacci le società sportive dalle palestre scolastiche"

Niente lezioni nelle palestre. “Lo ha detto non più tardi di una settimana fa il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo, intervenendo proprio a Rovigo alla presentazione della carta etica per lo sport: va garantita l’utilizzo delle palestre scolastiche per le attività sportive. Bisogna garantire gli spazi alla didattica senza creare problemi al mondo dello sport. Una posizione netta, chiara e precisa che, personalmente, ho applaudito. Mi fido di queste parole e spero che verranno applicate anche dai dirigenti scolastici”. A dirlo è Lucio Taschin, delegato del Coni per la provincia di Rovigo, all’indomani del grido d’allarme lanciato dalla Federvolley sullo “sfratto” ricevuto da molte società sportive da parte dei dirigenti scolastici polesani.

Il problema nasce dalla necessità di aumentare le distanze tra i banchi, nello svolgimento delle lezioni per il prossimo anno scolastico: non tutte le aule, però, sono sufficientemente grandi, così diverse scuole si preparano ad allestire le classi nelle palestre. Così, le società sportive che - a Rovigo come in provincia - utilizzano abitualmente le palestre scolastiche per le proprie attività, pomeridiane e serali, si ritrovano messe alla porta.

“Ritengo che siano iniziative personali di alcuni presidi, dettate da eccessi di cautela - cerca di spegnere la polemica Taschin - mi auguro che, alla fine, passerà la linea espressa dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale. Da parte nostra, c’è la massima disponibilità al dialogo, per cercare di trovare una soluzione. Mi preme sottolineare come le associazioni sportive siano da sempre molto attente alla pulizia degli ambienti, e che in questo periodo le palestre vengono sanificate regolarmente, grazie all’essenziale lavoro di moltissimi volontari. Lo sport non può fermarsi: dopo questo periodo difficile, fare attività fisica è un modo per tornare alla vita, e ritengo che sia essenziale per i giovani. Dopo la crisi sanitaria e quella economica, ora dobbiamo affrontare la crisi umana, e proprio la pratica sportiva può aiutarci a vincere anche questa battaglia”.

“Purtroppo - continua il numero uno del Coni provinciale - da sempre siamo costretti a batterci con chi, anche nella scuola, pensa allo sport come qualcosa di marginale, facoltativo, o peggio come a una perdita di tempo. Una mentalità che dobbiamo estirpare, perché, anzi, lo sport è essenziale per lo sviluppo personale, soprattutto dei ragazzi”.

Insomma, una posizione nettissima: nessuno cacci le società sportive dalle palestre scolastiche. “Nel pieno rispetto delle prescrizioni, le nostre associazioni sportive saranno in grado di fare un ulteriore sforzo per dimostrare di essere in grado di gestire la situazione. Da parte mia - conclude Taschin - mi interesserò del problema, chiedendo a tutti di tenere in considerazione le esigenze del mondo dello sport, che coincidono con le esigenze di centinaia, migliaia di famiglie i cui figli praticano le varie discipline. E che non possiamo lasciare soli”.

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