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Confesercenti contro Amazon: "Tassare le transazioni online"

Franceschi: “Non poterà più posti di lavoro, ci sarà solo un travaso dalla grande distribuzione”

Confesercenti contro Amazon: "Tassare le transazioni online"

Non solo la Cisl: anche la Confesercenti alza le barricate contro Amazon, che ormai si appresta a sbarcare in Polesine con un magazzino che promette di dare lavoro a 900 persone. Una posizione, quella dell’associazione di categoria "in difesa e a sostegno della rete commerciale nelle nostre città - spiegano - ma anche per limitare i danni ‘collaterali’ dell’e-commerce: Amazon, così come le altre aziende che vendono su Internet, sta trasformando il tessuto stesso delle principali aree urbane di tutto il mondo, con un grande impatto sul traffico, sulla sicurezza stradale e sull’inquinamento".

A fronte della nuova imminente apertura del centro di distribuzione Amazon nel rodigino, Confesercenti Veneto pone dunque ancora una volta l’attenzione sulla necessità di "definire con una legge apposita il commercio on line dopo la proposta normativa inviata già lo scorso luglio alla Regione Veneto".

"Non vogliamo fare una battaglia ideologica al commercio elettronico - dicono da Confesercenti - sarebbe come andare contro i mulini a vento; ma serve una regolamentazione per riequilibrare la tassazione online a quella del commercio tradizionale e far rispettare una normativa edilizia e urbanistica ai grandi poli logistici equiparandola a quelli della grande distribuzione. La mancanza di tassazione sulle transazioni online determina una concorrenza squilibrata nei confronti del negozio tradizionale, l’arrivo dei grandi poli logistici e di quelli via via più ridotti per poter garantire spedizioni sempre più veloci, è un altro aspetto da tenere in considerazione".

"Perché la crescita sempre più veloce dell’e-commerce è come quella in passato dei grandi centri commerciali, nati con lo stesso entusiasmo per l’occupazione che portava. Ma ci sarà solo un travaso di posti di lavoro, visto che la grande distribuzione avrà ricadute negative in questo senso. Inoltre rimarranno sempre più ‘contenitori vuoti’, ossia quei capannoni commerciali senza un’attività all’interno con le conseguenti problematiche di bonifica nel tempo". A dirlo è il direttore regionale di Confesercenti, Maurizio Franceschi, che ha ribadito quindi la necessità di regolamentare in modo più preciso le autorizzazioni per l’insediamento dei poli logistici a servizio dell’e-commerce.

"Non si può lasciare senza alcuna regolarizzazione un fenomeno che non è così di semplice lettura e che ha la capacità di rivoluzionare non solo le modalità di acquisto dei consumatori, ma evidentemente le nostre città, dove soprattutto nei grandi centri, si trova un acquirente online ogni due abitanti, mentre nei paesi sotto i 10mila abitanti uno su quattro per un totale di circa 15 milioni di consegne mensili in Italia", afferma Franceschi.

Per Confesercenti, dunque, l’impegno va nella duplice direzione di regolarizzare il commercio online con una normativa apposita e, al contempo, di sostenere il sistema-città attraverso la valorizzazione dei negozi di vicinato. "Perché ricordiamoci - conclude Franceschi - che il commercio online non è una risposta al risparmio ma alla richiesta di un servizio di qualità, ovvero veloce, puntuale e che arriva a casa, caratteristiche da sempre proprie del negozio di città e che abbiamo potuto sperimentare nel lungo lockdown con la rete dei negozi di alimentari e ferramenta, e poi le librerie".

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