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Il caso maestre

“Legge sbagliata, va corretta”

Siviero: “Una spada di Damocle su centinaia di posti di lavoro. Ma l’insegnamento è un diritto”

“Legge sbagliata, va corretta”

C’era anche una delegazione di maestri veneti e polesani alla manifestazione di Roma per protestare contro i licenziamenti decretati da una legge assurda e probabilmente sbagliata. In Veneto sono circa 3mila le maestre che rischiano il posto di lavoro nonostante anni ed anni trascorsi sulle cattedre e davanti alle lavagne ad insegnare a generazioni di alunni. Tutto perché la legge dice che i maestri delle elementari senza laurea non hanno diritto all’immissione in ruolo. E sono numerose le sentenze in arrivo che potrebbero recepire queste indicazioni e decretare, così, il taglio di centinaia di posti di lavoro. Una sorta di spada di Damocle che pende sui docenti col diploma magistrale che hanno iniziato a lavorare quando ancora non era necessaria una laurea.

In Polesine sono oltre cento i maestri a rischio taglio. Un pericolo che incombe da alcuni anni, come più volte rimarcato dal docente Stefano Siviero, che da anni porta avanti la battaglia “per il riconoscimento del diritto all’insegnamento. Esigenza che ho sostenuto anche con uno sciopero della fame e con interventi e incontri ai massimi livelli istituzionali. In Veneto ci sono 3mila posti di lavoro a rischio, in provincia di Rovigo sono oltre 100, tutti quello legati a insegnanti entrati in ruolo dalla graduatoria Gae (graduatoria ad esaurimento) e che ora viene contestata. Per intervenire una volta per tutte occorrerebbe rivedere la legge emanata qualche anno fa. Una legge che gli stessi funzionari del ministero hanno riconosciuto avere questo errore. nessuno però, fino ad ora, è riuscito a metterci mano e a correggere questa assurda disposizione”.

La manifestazione di ieri a Roma, davanti al ministero dell’istruzione “contro la scuola che licenzia”, è stata organizzata dall’Anli (Associazione nazionale liberi insegnanti). Molte maestre hanno mostrato cartelli e hanno finto di incatenarsi dando nuova visibilità alla vertenza dei maestri diplomati magistrali che a seguito di una sentenza della plenaria del Consiglio di Stato rischiano il licenziamento, in molti casi già licenziati o estromessi dalle graduatorie ad esaurimento, nonostante a migliaia di loro lo stesso Consiglio di Stato abbia riconosciuto, invece, il diritto alle Gae e dunque al ruolo. Molti di questi maestri hanno spiegato “che è davvero assurdo come il ministero dell’istruzione licenzi maestre con anni e anni di esperienza e poi preveda che possano accedere all’insegnamento, in base al nuovo regolamento per le supplenze da Gps, anche semplici studenti universitari senza alcuna esperienza”.

Oltre che a Roma ieri erano previsti flash mob anche in altre città d’Italia.

I diplomati magistrale - sottolinea una nota dell’associazione - hanno subito ingiustizie, ma nonostante tutto hanno continuato a portare avanti la scuola italiana con dedizione e serietà. Anli chiede il sostegno di tutte le forze politiche per far ripartire la scuola italiana: dare continuità didattica a tutti i bambini (anche, e specialmente, ai bambini aventi diritto all’insegnante di sostegno) e stabilità ai docenti precari”.

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