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TRIBUNALE

Minacce e denunce, poi si sposano

Prima del processo il matrimonio fra i due giovani. Ma tra suoceri e genero non è scoppiata la pace

Minacce e denunce, poi si sposano

Minacce, insulti, danni e botte. Condannati padre e figlio, denunciati dalla futura moglie del ragazzo. E dai genitori di lei. Insomma una storia intricata, anche perché fra la denuncia e il processo i due fidanzatini, che adesso hanno 20 e 19 anni, si sono sposati.

Ma la macchina della giustizia non si è fermata, e non si è fatta ammorbidire dai fiori d’arancio. Anche perché i genitori della ragazza nonostante lei avesse fatto cadere la denuncia di stalking sono andati avanti sostenendo le accuse verso i due che ora sono diventati genero e consuocero, imputati per minacce e violazione di domicilio.

Ieri il processo si è chiuso al tribunale di Rovigo con una sentenza di condanna nei confronti del 20enne e del 47enne. Il giudice ha inflitto una condanna di un anno di reclusione ad A. D., ventenne nato e residente ad Adria, e di 7 mesi di detenzione al padre G. D., 47enne nato in Serbia e residente ad Adria.

Secondo l’accusa il ventenne era stato rinviato a giudizio per aver picchiato con schiaffi, pugni e calci la fidanzata, in preda a veri e propri stati d’ira l’avrebbe in più occasioni insultata e denigrata, chiamandola anche con insistenza al cellulare nelle ore notturne, provocando in lei una sorta di stato di ansia perenne. Le accuse di molestie poi erano state fatte cadere e la donna aveva ritirato le denunce nei confronti del ragazzo, sposato qualche mese dopo in seguito ad una riappacificazione.

Il giovane, però, era a processo, assieme al padre, per aver minacciato e insultato i familiari della ragazza. In particolare il 20enne era anche accusato di aver inveito contro i genitori della ragazza, assistiti dall’avvocato Portesan, lanciando, in un’occasione, un tubo di ferro contro il vetro della loro abitazione mandandolo in frantumi. Padre e figlio, poi avevano pure aggredito verbalmente, secondo la tesi dell’accusa, i familiari della ragazza minacciando di dare fuoco a tutto. Nella girandola di offese e minacce era finito anche un vicino dei genitori della ragazza, pure lui parte offesa nel processo. Ieri la doppia condanna.

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