VOCE
IL COLOSSO DELL'E - COMMERCE
08.07.2020 - 18:46
“Parlo 4 lingue, ma partirò con un contratto di 3 settimane. E non so come valuteranno la riconferma”
E’ partita quella che potremmo definire "campagna di reclutamento" attuata da Amazon per l’assunzione del personale da impiegare nel colosso di Castelguglielmo e San Bellino. Anche nella mattinata di ieri, ad esempio, si sono svolte delle selezioni da parte di Incontralavoro Amazon per l’assunzione di operatori di magazzino.
Come si svolgono i colloqui fra chi cerca lavoro e i responsabili del colosso dell’e-commerce? Abbiamo chiesto informazioni a Paolo (il nome ovviamente è di fantasia) 44 anni e residente in Alto Polesine, che nelle scorse settimane ha partecipato ad una prima selezione per il ruolo di magazziniere.
"Io lavoro da diversi anni come responsabile tecnico in una azienda meccanica nella provincia di Modena - racconta - Il lavoro non mi dispiace, lo stipendio è buono, ma la distanza non mi permette di trascorrere con la mia famiglia e con i miei figli, il tempo che meritano. Per questa ragione ho pensato e valutato un eventuale cambiamento, entrando a lavorare per Amazon a Castelguglielmo. Dopo aver preso le prime informazioni, ho aspettato la prima selezione uscita ormai un mesetto fa - continua - mi sono iscritto online e, assieme ad altri candidati, quasi tutti più giovani di me, ho partecipato al primo incontro informativo dove ci è stato presentato il gruppo, lo stabilimento di Castelguglielmo e le offerte di lavoro".
Paolo, in possesso di un diploma tecnico nel settore della meccanica ma con alle spalle un lungo periodo di lavoro come magazziniere per un’importante ingrosso alimentare, ha una grande esperienza nel settore della logistica e conosce perfettamente 4 lingue: francese, inglese, spagnolo, tedesco e, ovviamente, italiano. "La prima selezione, anche se forse non è corretto chiamarla così, è stata fatta in base alle risposte date a quattro domande più sulla disponibilità alla turnazione e alla flessibilità oraria - continua - dopodiché siamo stati contattati per un secondo appuntamento ad un colloquio individuale".
"L’impressione che ho avuto inizialmente è stata quella che, non avendo troppe candidature, in un primo momento sarebbero stati quasi costretti ad assumere un po’ tutti, poi ho anche capito che sono abituati ad un gran ricircolo di gente dovuto al fatto che in molti non riescono a sopportare la velocità del lavoro e la flessibilità di orario. Il tipo di lavoro da svolgere, l’inquadramento e la retribuzione mi sono sembrate subito buone, ma la cosa che mi ha fatto rinunciare in un primo momento, è stato il contratto che mi avrebbero fatto: tempo determinato di tre settimane. Dopo qualche giorno mi hanno richiamato per sapere se avevo cambiato idea. Nel frattempo avevo fatto altre valutazioni e, non senza qualche punto di domanda, ho accettato il posto. Non mi spaventano gli orari, la flessibilità che viene richiesta e non credo nemmeno alle voci che circolano sui ritmi elevati e alle condizioni di lavoro alle quali sarebbero costretti i dipendenti - continua ancora Paolo, cercando di rassicurare più che altro se stesso - Stiamo parlando pur sempre di una multinazionale e di solito le regole in questi casi vengono rispettate all’ennesima potenza".
Pur essendoci sembrato piuttosto deciso, al 44enne rimangono comunque alcuni dubbi irrisolti. "A voce mi è stato detto che, vista la mia esperienza potrei aspirare anche ad altre posizioni all’interno della struttura. Nessuno però mi ha saputo specificare a quale ruolo si riferivano ma, soprattutto, nessuno è riuscito a spiegarmi quali parametri utilizzano per ritenere se, terminate le tre settimane, un lavoratore è idoneo o meno all’assunzione per nuovo contratto e soprattutto la durata di questi. Devo metter in preventivo l’ipotesi di una chiusura del rapporto di lavoro e, si sa, alla mia età non sarebbe facile trovare altro. E questo, loro lo sanno".
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