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TRUFFE

Rubata l’identità a 92 polesani

Ogni “colpo” frutta mediamente 4.650 euro. E il fenomeno è in crescita anno dopo anno

Rubata l’identità a 92 polesani

Novantadue furti d’identità l’anno, soltanto nella nostra provincia. Praticamente una ogni quattro giorni. E la finalità è sempre la stessa: l’utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.

La costante crescita di questo fenomeno criminale non sembra arrestarsi, tanto che le elaborazioni relative alla prima parte dell’anno mostrano una ulteriore incremento, almeno prima che il lockdown attenuasse la dinamica, con la drastica riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali.

Per quanto riguarda nello specifico il Veneto, sono stati 1.290 i casi di frode rilevati lo scorso anno: un dato che posiziona la regione all’11esimo posto della graduatoria nazionale, guidata nell’ordine da Campania, Lombardia e Sicilia.

A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Venezia, con 279 casi (33esima a livello nazionale), seguita da Verona, con 253 (37esima), da Vicenza con 228, e da Padova con 216. A Treviso sono stati 199 i casi; mentre in provincia di Rovigo 92. Chiude la graduatoria Belluno con 23 denunce.

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che rappresentano la metà del totale, seguiti dalle frodi sulle carte di credito (con il 30,7%) e da quelle sui prestiti personali, che arrivano a spiegare il 9,2% del totale.

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa riguarda anche i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%).

Aumentano i casi che hanno come oggetto di frode consumi (6,9% del totale ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici-medici e soprattutto, prodotti assicurativi, che pur spiegando solo l’1% sono più che raddoppiate.

Per quanto riguarda il tipo di bene acquistato fraudolentemente in rapporto all’erogato, le categorie più colpite sono quelle del travel-entertainment, i consumi e l’elettronica, informatica e telefonia.

Relativamente all’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, se la media complessiva risulta pari a circa 4.650 euro nel 21,3% dei casi il valore risulta compreso tra 1.550 e tremila euro, mentre nel 20,3% è inferiore ai 1.500 euro. Nel 18,1% dei casi, però, supera i 10mila euro. Dall’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Crif-Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie emerge che, ancora una volta, la maggioranza delle vittime sono uomini (61,2% dei casi).

Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella in cui si si rileva il maggior numero di casi è quella degli under 30 anni, con il 23,8% del totale. Seguono la classe compresa tra i 41 e 50 anni, con il 23%, e quella tra 31 e 40 anni, con il 21,2%

Relativamente alla tipologia del contratto di lavoro, dall’analisi condotta dall’unità antifrode Bpo di Crif è emerso che l’1,2% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, contro un’incidenza dello 1% per i lavoratori autonomi e un residuale 0,16% per altre categorie come i Co-co-co.

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