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Banchi a rotelle: “Un bando da mission impossible”

Mauro Zennaro, presidente di Legno e Arredi Confindustria: “Requisiti non attinenti con le aziende italiane. Il rischio è che arrivino dall’estero”

Banchi a rotelle: “Un bando da mission impossible”

Mauro Zennaro, presidente della sezione legno e arredamento di Confindustria Venezia e Rovigo

Un bando calato dall’alto, con tempi strettissimi, per una commessa di milioni di pezzi e con il concreto rischio che, essendo un bando europeo, arrivino dall’Europa o addirittura dall’America, che fabbrica in Cina, tramite le commerciali europee, ad accedervi. Addio made in Italy, addio rilancio dell’industria italiana, con una beffa per le imprese dei territorio, che è peggio del danno a tutto il sistema paese.

Mauro Zennaro, imprenditore di Porto Viro e da quest’anno presidente della sezione industrie del legno e dell’arredamento di Confindustria Venezia e Rovigo, nonché membro del consiglio di presidenza di Federlegno arredo vuole partire dalla buona fede di chi prende le decisioni a livello centrale. “L’obiettivo è certamente riprendere il prima possibile le attività scolastiche, garantendo la sicurezza degli studenti e questo è imprescindibile. Ma come spesso accade e sta accadendo, ci troviamo di fronte a una decisione calata dall’alto, in cui è mancato il soggetto che per esperienza vicinanza al mondo delle imprese, poteva dare delle indicazioni utili”. E spiega bene il grande rischio di quello che sta succedendo: “E’ una mission impossible. E’ stato indetto un bando europeo che non tiene conto del tessuto imprenditoriale italiano da una parte e che per le nostre imprese è difficile da rispettare, mentre dall’altra le aziende che si sono attivate e che hanno vinto gare esperite dalle province o dai comuni, si ritrovano con il cerino in mano. Hanno organizzato la loro produzione, si ritrovano con i magazzini pieni e sono davvero in grosse difficoltà”.

“Il bando prevede una fornitura di 3 milioni e 700mila pezzi tra banchi monoposto e sedute - spiega Zennaro - Chiede alle aziende di partecipare con le loro proposte entro il 30 luglio alle 13. Dal 7 al 31 agosto queste aziende dovrebbero lavorare per una produzione che abitualmente riuscirebbero a realizzare in cinque anni, tenuto conto del comparto di cui Mobilferro di Trecenta fa parte ed è leader. Nessuna delle aziende ha i requisiti richiesti per partecipare”.

E aggiunge: “Paradossalmente in un periodo in cui abbiamo bisogno di rilanciare l’Italia e il Pil italiano, un’azienda estera, ci sono aziende tedesche o dell’Est in grado di farlo e molto strutturate, potrebbero partecipare. Qui si rischia di azzerare un intero comparto del settore, con danni enormi. Senza contare che alcune aziende stavano già lavorando avendo partecipato a bandi regolarmente indetti”. Che ne faranno dei mobili fin qui prodotti?

Poi c’è da considerare la beffa delle beffe: “La federazione si è mossa anche perché le sedute proposte e oggetto del bando non rispettano i criteri ambientali minimi. Sono sedute americane, prodotte in Cina, c’è il rischio che grandi commerciali anche in Europa arriveranno con prodotti non realizzati in Italia a fare affari. Si rischia anche questo”.

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