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Amazon, niente case per dirigenti

Mercato saturo anche in vista dell’arrivo di mille lavoratori. E nei paesi, pochi servizi

Amazon, niente case per dirigenti

Devono ancora essere assunti gli oltre mille lavoratori del nuovo centro di distribuzione Amazon, ma in quell’angolo di Alto Polesine tra Lendinara, Castelguglielmo e San Bellino è già “emergenza casa”. Non si trovano, infatti, abitazioni disponibili per essere affittate ai futuri lavoratori, ma nemmeno ai dirigenti del colosso dell’e-commerce che saranno destinati al nuovo polo logistico lolesano. Insomma, non ci sono, in zona, immobili adatti alle esigenze di questi ultimi. “Cerchiamo immobili arredati e ben curati da destinare a locazioni ad uso transitorio (affitti temporanei, massimo 12 mesi) per dirigenti Amazon”, è l’annuncio postato nei giorni scorsi su Facebook da un’agenzia immobiliare di Badia Polesine, che suona un po’ come un campanello d’allarme per una situazione che era facile prevedere.

Sembra quasi che sia mancata una lungimiranza imprenditoriale da parte di chi avrebbe dovuto e potuto studiare come in altre zone hanno dato risposta a fenomeni di questo tipo - racconta Rachele Cicogna, titolare dell’agenzia immobiliare La Badia - fino a ora abbiamo dovuto, a fatica, soddisfare le richieste abitative di operai del cantiere e ora è il momento di quadri e dirigenti. E’ previsto l’arrivo, per i primi di settembre, di una cinquantina di dirigenti, metà dei quali si insedieranno solo temporaneamente, mentre la metà circa rimarrà per una decina di anni. Si tratta di persone con una buona disponibilità economica e con esigenze diverse dal semplice dipendente”.

E dire che “case disponibili ce ne sarebbero anche, ma nel nostro territorio non si ha ancora la mentalità per affittare con contratti ad uso transitorio. Molti di questi dirigenti, infatti - continua l’agente immobiliare - cercano case in affitto che alla fine potrebbero pure acquistare. In questo, confrontandoci tra addetti ai lavori, sembra quasi che Badia sia stata battuta da Lendinara dove ci sarebbe maggiore disponibilità”.

Ma il problema non riguarda soltanto i dirigenti. C’è da gestire anche l’afflusso di tanti lavoratori che arriveranno da fuori provincia attirati dai mille posti di lavoro del nuovo stabilimento. “Sicuramente sarà una situazione di precariato, ma da qualche parte dovranno pur andare ad abitare. Probabilmente cercheranno casa in paesi più piccoli in cui gli affitti siano più bassi rispetto a Badia o Lendinara - continua Rachele Cicogna - ma poi si deve pensare anche a tutti i servizi necessari, che spesso i paesi piccoli non hanno. Per l’Alto Polesine, l’arrivo di tutte queste persone potrebbe trasformarsi davvero in una bella opportunità, ma la risposta del territorio deve essere rapita e decisa”. “In questo momento il mercato immobiliare è saturo - conclude - nonostante la presenza di diversi immobili in costruzione e di molte case sfitte. Purtroppo, sempre per mentalità, è mancata in questi anni anche una certa cura del capitale. Alle case da affittare non viene fatta sempre una manutenzione adeguata e anche questo incide”.

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