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Occhiobello

Ultimatum per l’acqua depurata

Il Comune elargirà un contributo fino al 2020. Dopo si smantellerà

Ultimatum per l’acqua depurata

Ultimatum per l’utilizzo dei distributori dell’acqua. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha provveduto ad attaccare un avviso al distributore di acqua potabile in piazzetta Mazzini, con il quale avvertiva la cittadinanza del fatto che, se non vengono prelevati i litri di acqua richiesti, l’azienda che gestisce questi distributori provvederà a rimuoverli. “L'azienda Pro Acqua, a fronte di un mancato introito dovuto alla scarsità di acqua trattata prelevata dagli utilizzatori, ha chiesto all'amministrazione comunale un contributo che compensi l'aumento del prezzo per ogni litro erogato. Il mantenimento del prezzo attuale è condizionato ad una erogazione mensile di 300 litri mentre, le medie attuali, si aggirano attorno ai 150 litri. – si legge sull’avviso - L'amministrazione comunale ha deciso di elargire il contributo fino al 31 dicembre 2020. Qualora il distributore non arriverà ad erogare e mantenere la quantità media necessaria a sopperire l'aumento del prezzo entro la data di cui sopra, l'azienda di smetterà il servizio e provvederà alla rimozione della macchina”.

Facendo due conti velocemente, è facile capire che 300 litri al mese, corrispondono a 10 litri al giorno che equivalgono a 5 famiglie che ne prelevano 2 bottiglie. “Possibile che abbiamo la possibilità di avere un distributore di acqua potabile a 6 centesimi/litro (una bottiglia ne costa almeno 15) e che non venga sfruttato?”, scrive un cittadino su Facebook, stupito dello cosa che poi continua “Possibile che, dopo tutto quello che si sente sulla plastica, sui rifiuti e sullo spreco, ancora siamo solo bravi a parlar bene e razzolare male?”. Diversi i commenti che altri cittadini che si lamentano del fatto che la pressione è troppo bassa e che per riempire una bottiglia serve troppo tempo, chi afferma che in altre zone l’acqua è addirittura gratuita e chi addirittura afferma che eroghi meno acqua di quella che viene pagata dal cittadino. Sono molti i comuni, anche in polesine, ad aver installato queste “case dell’acqua” che sembrano comunque non decollare. Aldilà delle battute scontate sul fatto che sarebbe inutile “vender acqua a casa degli alluvionati” o che “i Veneti da sempre all’acqua preferiscono il vino”, sarebbe il caso di riflettere e valutare su vantaggi e svantaggi che questi erogatori riservano alla popolazione.

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