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Ecco perché Immuni è stato un flop, lo spiega l'esperto

Soffiato: "Era un buona idea. Ma servivano più incentivi e un vero piano di comunicazione"

Ecco perché Immuni è stato un flop, lo spiega l'esperto

La soglia minima per granirne l’efficacia era fissata al 60% della popolazione nazionale. Insomma, Immuni - la app pensata per monitorare i contatti personali e far scattare un campanello d’allarme direttamente sullo smartphone nel caso in cui ci si fosse trovati davanti ad un soggetto che si è poi scoperto essere positivo - per essere utile dovrebbe essere presente sul cellulare di qualcosa come 36 milioni di persone. Invece, i “download”, a ormai due mesi dal lancio della piattaforma, sono fermi a quota 4 milioni e 600mila: persino meno del 10% degli italiani. Il dato è stato comunicato proprio ieri dal ministro per l’Innovazione Paola Pisano, responsabile del progetto, ad Agorà su Raitre.

Finora, ha proseguito la Pisano, l’app “ha contenuto due focolai, 63 persone sono risultate positive” e, poiché avevano scaricato Immuni, individuandole “sono state inviate notifiche a più di 100 persone”. In due mesi. Un po’ pochino, a fronte di un virus che, soltanto martedì, ha contagiato altre 384 persone su tutto il territorio nazionale; oltre 223mila dall’inizio dell’emergenza.

Per Giorgio Soffiato, fondatore dell’agenzia rodigina Marketing Arena e docente in molti master di digital marketing, app e nuove tecnologie sono il pane quotidiano.

Soffiato, ma perché Immuni ha fallito?

“C’è un concetto da introdurre per rispondere a questa domanda: quello dell’invarianza di scala. Così come per internet e per altre tecnologie, è necessario che si raggiunga un certo punto di svolta perché possano essere efficienti. Immuni era una buona idea: il problema è stata l’esecuzione”.

Cos’è andato storto?

“Nell’epoca del complottismo, si è pensato di più alla privacy che alla salute. Si poteva fare di più, e statalizzare alcune componenti su cui c’è stata un po’ di oscurità, come in materia di salvataggio dei dati. Questo ha messo in difficoltà molte persone. E poi c’è da considerare che la penetrazione degli smartphone nella popolazione italiana è alta, ma non totale. Dunque le probabilità che Immuni funzionasse erano già basse. Se poi ci mettiamo gli italiani…”.

Che cos’hanno gli italiani?

“Diciamocelo: siamo gente complicata, che se può non fa i compiti per casa. Per questo motivo, Immuni aveva bisogno di un marketing migliore: se, come per le mascherine, se ne fosse stabilita l’obbligatorietà per poter entrare nei negozi, ora la app ce l’avremmo tutti. Insomma, non si sono creati abbastanza incentivi per scaricarla”.

Dica la verità: ma lei, almeno, l’ha scaricata?

“No, non l’ho fatto. E me ne vergogno un po’”.

E come mai?

“Per pigrizia, mista ad attendismo. E’ come per altre app: Instagram non se la scaricava nessuno, finché poi, piano piano, tutti i tuoi amici ce l’avevano e tu no. E li scattava il meccanismo per cui te la scaricavi pure se non ti interessava. Questo con Immuni non è successo, ma non è nemmeno stato favorito: non se n’è parlato abbastanza, o comunque non nei termini giusti. Non c’è stata una strategia, è mancata la parte narrativa. Pensate se si fosse detto: senza Immuni rischierete di far ammalare i vostri figli. Anche un po’ di paura sarebbe stata utile. E poi sono stati sbagliati i tempi”.

In che senso?

“Beh, la app è arrivata quando il virus ha iniziato la propria fase calante. Ci fosse stata nei giorni più duri, in pieno lockdown, l’avremmo scaricata tutti. Invece quando è arrivata è venuta meno la domanda di mercato. Io non ce l’ho con gli sviluppatori: anzi, la loro iniziativa è stata veramente lodevole. Ma i risultati sono stati decisamente troppo bassi”.

Beh, Soffiato, ce l’avrà qualche amico che ha scaricato Immuni…

“Sì, e qualcuno - non polesano - ha pure postato su Facebook lo screenshot con cui la app gli segnalava il contatto con una persona poi risultata positiva. Ma il problema è che, senza certezze sul funzionamento del sistema sanitario, ad avere la app in tasca hai solo da perderci: se ‘suona’, in teoria devi farti 14 giorni chiuso in casa, ma non è detto che ti facciano il tampone. Insomma: se fai i compiti per casa, scarichi la app e sei un bravo cittadino, rischi di essere l’unico scemo che ci perde pure. Serve davvero tanto, tanto senso civico per fare una scelta del genere”.

Insomma, Immuni da bocciare?

“No, la app è un’ottima idea. Il problema è che non ci si può affidare solo alla tecnologia: servivano comunicazione e strategia. Penso ad un esempio contrario: ViralVeneto è un canale di comunicazione Instagram che funziona, e che dimostra che se si fosse affrontata la cosa ‘dal basso’ probabilmente sarebbe andata meglio”.

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commenti 3
  • Maass

    08 Agosto 2020 - 13:01

    Il sig Soffiato, indubbiamente soggetto colto e preparato nella sua materia e nel suo ambito! Sottolineo però che, personalmente non accetto lezioni di morale e consigli sociologici da una persona che recensisce un servizio che non ha nemmeno scaricato, precisando che gli italiani non fanno compiti per casa e che probabilmente era il caso di lanciare e promuovere l'applicazione in pieno 'lockdown'.... Probabilmente monitoravo il mio cane, non so, che ci spieghi... Gli italiani hanno fatto i compiti, forse "il docente deve correggerli e quindi ci si spiacentisce in attesa del voto"...

    Rispondi

    • Nico.la

      10 Agosto 2020 - 14:02

      Prenderla sul personale non fa bene a lei come al resto della popolazione. L'Italia ha un popolo che appena si imbatte in un "è consigliato" smette di leggere, è un dato di fatto, e la pandemia non ha fatto che metterlo in evidenza. Elogiare un popolo perché ha rispettato un obbligo per 3 mesi non ha senso, è come se elogiassi ogni giorno tutti quelli che non hanno provato a pestarmi per strada.

      Rispondi

  • song-song

    10 Agosto 2020 - 12:12

    L'App IMMUNI è nata in ritardo , male e se la scarichi potrai avere solo problemi ! Una delle gran cazzate mistificatorie del Gov-Conte fatte spendendo milioni di euro degli Italiani solo per vantare un "titolo sui giornali" ! Pur di restare sulle loro ricche Poltrone questi parassiti hanno ridotto l'Italia sul lastrico e poi l'hanno svenduta ai paesi forti dell'EU merda.

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