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INFRASTRUTTURE

La priorità è riqualificare la Romea. I soldi ci sono

Nell’elenco anche la terza corsia della A13, ma non per il tratto polesano. Sul tavolo 196 miliardi

La priorità è riqualificare la Romea. I soldi ci sono

09/08/2020 - 14:43

Ci sono anche la riqualificazione complessiva della Romea e la realizzazione della terza corsia sulla A 13 (ma soltanto fino a Monselice...) tra le opere infrastrutturali necessarie al Veneto, secondo la Cgia di Mestre, e per le quali si potrebbero utilizzare i 131 miliardi di euro già disponibili nell’ambito del documento “Italia veloce” varato dal governo.

Come sottolineano dalla Cgia, i 131 miliardi (e 300 milioni) già disponibili fanno parte di un più ampio piano da 196 miliardi e 700 milioni, che individua 130 opere strategiche evidenziate dal ministero dei trasporti, a cui si devono aggiungere le infrastrutture necessarie per la realizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026, quelle per la sanità, scuole, caserme, carceri, e quant’altro, di competenza di altri dicasteri.

Le opere stradali prioritarie da commissariare entro la fine dell’anno sono comunque nove, ma di queste, in Veneto, c’è soltanto la Pedemontana. Previsto, anche, il potenziamento o l’ampliamento di diverse altre tratte autostradali o di collegamento dell’A22 del Brennero e dell’A4 (tratto Milano-Brescia e Venezia-Trieste).

Ma per l’osservatorio degli artigiani veneti, sono molte le opere di cui ci sarebbe bisogno nella nostra regione, e che potrebbero essere finanziate con queste risorse.

Nel documento “Italia veloce”, infatti, c’è spazio anche per un po’ di Polesine. Tra le priorità stradali, infatti, come detto rientra anche il progetto di riqualificazione complessiva della Romea, tra Ravenna e Venezia, e dunque lungo tutto il Delta; e poi la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A13, nel suo tratto padovano. Un progetto simile riguarda, per la stessa autostrada, il tratto tra Ferrara e Bologna: questo vuol dire che soltanto in Polesine rimarranno le due corsie. Troppo complicato e soprattutto costoso, del resto, raddoppiare i ponti su Adige e Po, e fare le tre corsie senza allargare i viadotti genererebbe due strozzature a collo di bottiglia, con conseguenti disagi e pericoli.

Per quanto riguarda le altre opere da finanziare, il documento cita l’adduzione della Verona-Brennero; il potenziamento della A22 tra Bolzano Sud e l’interconnessione con l’autostrada A1 Verona Nord; il potenziamento della A4 con la terza corsia tra San Donà di Piace ed Alvisopoli e tra Gonars e Villesse; e ovviamente la nuova Pedemontana. Dal punto di vista delle opere ferroviarie, previsto l potenziamento della linea Venezia-Trieste; l’upgrading infrastrutturale e tecnologico della Trieste-Divaca; il raddoppio della Udine-Cervignano; e il primo lotto e la galleria nella tratta di valico del Brennero.

Infine sul fronte aeroportuale: in programma il collegamento all’aeroporto di Venezia tramite metropolitana o rete ferroviaria; e l’espansione della capacità dei terminal per gli hub intercontinentali.

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