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ORRORE A CORBOLA

Due esperti per chiarire il giallo

Mercoledì e giovedì sarà affidata la doppia perizia: psichiatrica e medico legale, dopo la tragedia

Due esperti per chiarire il giallo

Una consulenza mercoledì, una giovedì: sono i due passaggi programmati dalla Procura, nella persona del sostituto Ermindo Mammucci, per gettare piena luce sulla tragedia che, lo scorso 5 agosto, ha scosso alle fondamenta la piccola comunità di Corbola: un diverbio familiare, col figlio che avrebbe, secondo l’attuale ricostruzione, ferito il padre, finito con la morte del secondo e il fermo del primo per omicidio volontario.

Terenzio Roma, 45 anni, si trova, al momento, agli arresti domiciliari, al centro di Igiene mentale di Adria. Si tratta, infatti di una persona che era già seguito da tempo per problemi psichici; a detta di chi lo conosceva, però, compreso il sindaco Michele Domenegetti, informato dell’aggressione, tanto da essere lui ad avvisare i carabinieri, non aveva mai avuto episodi violenti contro nessuno.

Inizialmente, come detto, le ferite riportate dal padre, anche lui Terenzio Roma, di 85 anni, non apparivano gravi, tanto che, coerentemente, la prima ipotesi di reato formulata dai carabinieri, era stata quella di lesioni personali lievi. In poche ore, però, la situazione è degenerata, portando alla morte l’anziano genitore. Uno scenario complesso, dal punto di vista giudiziario. Sia perché, appunto, il primo verdetto medico non parlava di ferite gravi; sia perché Roma senior risultava malato gravemente, allettato, di fatto invalido, in condizioni fisiche precarie; sia perché sono passate alcune ore tra il ferimento, al momento collocato verso le 19.30, e il decesso, intervenuto dopo le 23 della medesima serata.

E’ per questo che la Procura ha disposto una autopsia, che sarà conferita, appunto, domani; un accertamento svolto in forma garantita, ossia per dare a tutte la parti, in primis l’indagato, seguito dall’avvocato Cristina Zangerolami di Rovigo, ma anche gli altri familiari, possibili parti offese nella vicenda, di nominare un proprio consulente, che affianchi quello scelto dalla Procura. Lo scopo principale di questo approfondimento medico legale sarà quello di verificare se effettivamente possa essere istituto un rapporto di causa effetto tra le ferite inferte dal figlio, secondo questa ricostruzione con un paio di forbici, vibrate al collo, e il decesso. Si tratta, evidentemente, di uno snodo cruciale per la sostenibilità dell’ipotesi di reato per la quale, al momento, si procede, vale a dire l’omicidio volontario.

L’accertamento psichiatrico che, invece, sarà disposto giovedì, sarà immediatamente connesso alla punibilità del soggetto, ossia Roma junior, e alla necessità di prevedere delle misure cautelari a suo carico. Il consulente scelto dalla Procura, infatti, dovrà in primo luogo chiarire se il 45enne sia attualmente in grado di intendere e di volere e se lo fosse al momento dell’aggressione che gli viene contestata; inoltre, lo psichiatra scelto per l’esame dovrà anche pronunciarsi sulla effettiva pericolosità sociale del figlio accusato di avere ucciso il padre.

Al momento, invece, non viene chiesto allo psichiatra scelto dalla Procura se il 45enne sia in grado di prendere parte con cognizione di causa a un eventuale procedimento. Del resto, qualora dovesse emergere la sua non capacità di intendere e di volere, si tratterebbe di un responso in grado di tagliare, come si suole dire, la testa al toro, in termini di punibilità del soggetto. Evidente come il responso delle due consulenze richieste dalla Procura sarà cruciale per dettare i prossimi passi del procedimento penale.

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