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Il dg: “Abbiamo abbassato la guardia”

Compostella preoccupato: “Tanti i giovani contagiati bisogna essere responsabili, non dobbiamo tornare al lockdown”

Il dg: “Abbiamo abbassato la guardia”

Antonio Compostella, direttore generale dell'Ulss 5

L’età media dei nuovi contagi si è abbassata sotto i 40 anni, con casi che fanno paura, come quello della bimba del 2019 che ha contratto il virus in famiglia da un positivo.

“Si sta realizzando quello che avevamo sempre detto - spiega il dg dell’Ulss 5 Antonio Compostella - il Covid-19 non è scomparso e anche nei giorni a contagio zero lo sottolineavamo. Abbiamo interrotto la catena del contagio perché ci proteggiamo meglio, ma i nuovi contagi dimostrano che abbiamo abbassato la guardia. L’età media è sotto i 40 anni, quindi mentre le persone anziane per paura, per responsabilità si proteggono meglio, hanno anche meno occasioni di vita sociale, i più giovani dimenticano qualche regola fondamentale”.

Ricostruendo, infatti, la catena dei contatti, “nella maggior parte delle situazioni i contatti sono avvenuti in occasione di momenti di socializzazione, tra amici e a cena. In particolare - spiega ancora Compostella - un cosiddetto caso indice, è un ragazzo positivo e asintomatico, che non sapendo di essere positivo ha continuato ad uscire e ad avere occasioni di contatto con altre persone. Bene, da questo caso indice sono venute fuori almeno 7-8 positività legate al ragazzo”.

La guida dell’azienda sanitaria locale non punta le dita negli occhi di nessuno: “E’ estate, è giusto fare vita sociale, ma nel mezzo di queste relazioni sociali si sottovaluta il Coronavirus. Lo dico senza allarmismi, nel senso che sta accadendo sempre su scala limitata”.

Il problema è tuttavia alle porte, e il timore è la ripresa di una catena di positività su larga scala: “Per questo il nostro richiamo è alla responsabilità. Giovedì scorso abbiamo convocato la conferenza dei sindaci per rinforzare questi concetti. Non c’è la volontà di fare multe a raffica, ma deve essere chiaro il richiamo da parte di tutti, in un’alleanza di intenti tra Ulss, prefettura, forze dell’ordine e sindaci, di continuare a lavorare sul tema della responsabilizzazione. Certo, nei casi palesemente fuori legge si procede alla sanzione, ma noi puntiamo sul senso di responsabilità. La repressione non dà grandi risultati e irrita le persone”.

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